Le due o tre persone che ho avuto il piacere di avere come lettori di questo blog sanno quale siano le posizioni ideologiche di chi scrive, non fosse altro che per il fatto che sono state più e più volte dichiarate in pubblico. Ciò non toglie che, a fronte di un cambiamento, per quanto non doverosa alcuna spiegazione, risulta comunque piacevolmente corretto offrirla a chi ha perso tempo, almeno una volta, a leggere queste parole. Si trattasse anche solo di una persona.
Di impostazione fieramente postmarxista, nel suo piccolo questo blog ha sempre scelto come obiettivo polemico molto di più la (sedicente) sinistra che non la destra. E certamente non per simpatie per quest'ultima. Come nemmeno per il desiderio di fare propaganda: non essendo espressione di attivismo politico, l'ambizione non era certamente quella di sottrarre consenso politico.
In questi (quasi) due anni, tutto ciò che è stato scritto era guidato da un principio estremamente semplice e banale: l'idea che prima di urlare contro la sporcizia altrui, sarebbe bene fare pulizia della propria. E se a volte sono state prese posizioni apparentemente affini a quelle di una certa destra, chi scrive è convinto che sia stato per un gioco di specchi e di valori completamente capovolti per cui ci si ostina a chiamare "sinistra" qualcosa che di progressista non ha proprio nulla. Qualcosa che ogni volta che è stata al governo non ha mai esitato un attimo a fottere selvaggiamente i lavoratori in favore dell'alta borghesia banco-finanziaria e dei settori sociali ad essa vicini (dall'introduzione del precariato con il pacchetto Treu, alla gestione del TFR dei lavoratori passando per la questione del cuneo fiscale, gli esempi si sprecano).
Si è scelto di contestare assiomi riguardanti l'anomalia italiana come ad esempio l'idea che questo sia l'unico paese ad essere in balia di un conflitto d'interesse, e solo quando al governo c'è il Grande Satana di Arcore. E non perché alla base ci fosse il convincimento che non ci fosse un conflitto d'interessi, quanto piuttosto sulla base dei fatti che dimostrano come questo non sia l'unico paese (dagli Stati Uniti alla Francia, passando per molteplici altri paesi sono la confutazione empirica, la falsificazione, della teoria dell'"unicità" di una simile "anomalia"), come anche che un simile conflitto non c'è solo quando è al governo la Grande Nemesi (e da FIAT ad Omnitel ad Unipol e molti altri, gli esempi di regali, favori e commistioni presenti anche nell'opposizione si sprecano).
Mal comune, mezzo gaudio? No, mal comune e basta.
Si è contestata l'idea dell'unicità dell'informazione in Italia, come asservita e priva di libertà (ovviamente, anche qui, sempre a causa di un unico Soggetto Diabolico). E non perchè l'informazione in questo paese sia utopisticamente libera, ma anche qui sulla base del fatto che altrove le cose stanno nello stesso modo - se non peggio.
Semplice disfattismo? No. Piuttosto l'idea che per trovare una cura ad una male non si può considerare un'epidemia come un caso isolato. Affrontare un'epidemia puntando le proprie lenti solo verso un caso singolo significa nascondere la realtà del contagio in fieri.
A proposito dell'idea che nel paese ci sia una deriva "fascista" a corrente alternata (cioé solo quando va al governo una parte politica), si è contestata la ridicola idea di un (aspirante) potere dittatoriale che va ad elezioni e poi le perde. Ma non solo, si è anche constatata la presenza di "derive" fasciste, perlomeno da un punto di vista culturale (e ad oggi viene da rilevare "non solo") proprio nella zona della proverbiale prima gallina che canta. A partire dalla denigrazione dell'avversario perché "nano", "grasso", "pelato", fino alle pulsioni giustizialiste e forcaiole visceralmente reazionarie ed esplicitamente lesive di quelli che avrebbero dovuto essere considerati diritti ormai acquisiti (tra i primi, il diritto alla privacy, a vivere il proprio privato senza essere sottoposto al controllo di quel grande occhio che risponde al nome di "opinione pubblica", ad essere processato in modo equo e non trovarsi pubblicamente condannati sui media sulla base di sospetti, dicerie, pettegolezzi, e così via).
Una difesa d'ufficio del Diavolo di Villa Certosa? No, la semplice ed egoistica constatazione che non è mai esistito e non esiste tuttora alcun paese in cui i semplici cittadini godono di una quantità maggiore di diritti rispetto ai loro governanti: il che significa che qualsiasi attacco ai diritti di un governante ha come immediata ripercussione una superiore limitazione dei diritti dei governati.
A partire dalla giustificazione della violazione e pubblica esibizione della privacy altrui (Villa Certosa come i trans di Roma) fino alla giustificazione più o meno velata della violenza contro la vittima di un aggressione (chiunque essa sia), si tratta di un'escalation che probabilmente deve ancora raggiungere il suo apice e che trova la sua radice nell'incapacità da parte di chi si è autoproclamato "la parte migliore del paese" di accettare e ripensare i propri fallimenti.
E così, si parte con lo sputtanamento (tanto più diffamatorio quanto più privo di riscontri) a base di ministre e pompini, per poi passare alla frequentazione di minorenni e mignotte varie, condendo il tutto con altri sputtanamenti a base di trans dove la vittima di un ricatto viene sbattuta sul banco degli imputati, per arrivare ad accuse di mafia in stile "Comma 22" (in cui si crede alle testimonianze senza riscontri e prove fattuali, e c'è chi - ad esempio proveniente dall'area de Il Fatto - sostiene pubblicamente che se gli altri testinomi non confermano pubblicamente quanto dichiarato, vuol dire che il crimine si sta ancora consumando).
Ed infine, gli applausi ad uno squilibrato che aggredisce violentemente un governante regolarmente eletto rivolti da parte di moltitudini di persone incapaci di capire che non c'è alcuna differenza tra l'applaudire un simile gesto ed il pestaggio fascista contro chi è portatore di un pensiero diverso. Anche se cambia l'oggetto in questione, chi applaude all'aggressione del nemico politico è fatto della stessa pasta di chi approva i camerata che aggrediscono un avversario politico, o magari il semplice "diverso". Senza se e senza ma. Perché ci sono contesti in cui qualsiasi esitazione non è altro che l'esibizione di una natura violenta ipocritamente nascosta dietro un presunto atteggiamento buonista.
E quando rappresentanti di primo piano come il leader dell'IdV o la presidente del PD si lasciano andare senza alcun pudore a dichiarazioni come, rispettivamente, "lui se l'è cercata" e "non può sentirsi la vittima" (e nel caso del primo a poca distanza da precedenti proclami in piazza a base di "scontri di piazza" ed "azioni violente"), non può che rimanere altro che il disgusto nel vedere ancora una volta chi si spaccia per "progressista" impegnato a dividere le vittime in differenti classi e serie.
Dato che si scrive al passato vuol dire che questo blog chiude? No, si è solo deciso di ufficializzare la sospensione della sua scrittura. E non per paura di vendette o ritorsioni: questo spazio non è abbastanza seguito per dar fastidio a chicchessia. Ma solo per la mancanza di piacere nella sterilità isterica derivante dallo scrivere compulsivamente sempre le stesse cose, nel vedere costantemente il "progressismo" come prigioniero di una Reazione camuffata che si spaccia in pubblico per "rinnovamento". Allora, la scelta è quasi obbligata e preparata da mesi: l'attività di questo blog viene sospesa per lasciar spazio alla più piacevole attività della Colonia Lunare. Forse meno divertente per chi legge, ma sicuramente di più per chi scrive.
Per il momento e per una volta, non rimane altro da fare che una pubblica dichiarazione di preferenza: questo blog si è sempre schierato con quella parte di popolazione che, pur vivendo umilmente ed onestamente, viene costantemente offesa e dileggiata. Questo blog si schiera, e con fierezza continuerà a farlo in futuro se ce ne sarà occasione, con la parte peggiore del Paese: con chi è basso e non gioisce nell'assistere all'utilizzo dell'altezza fisica come strumento di dileggio dell'avversario politico, con chi non crede che esistano vittime di serie A e vittime di serie B, con chi si è trovato ad essere paragonato ad un pedofilo in virtù del suo orientamento sessuale da parte di un esponente di un partito che aveva appoggiato in sede elettorale, con chi crede che ogni vittima di un crimine è da considerare come tale indipendentemente da quello che può avere fatto o non fatto altrove, con chi trova nauseabondo che chi scende nelle piazze a manifestare contro la guerra poi appoggi il governo delle stesse persone che hanno mandato l'aeronautica a bombardare la Serbia e voti a favore di finanziamenti ad altre azioni militari, con chi guarda i reality show e i programmi di Maria De Filippi, con chi si diverte a passare un pomeriggio delle feste natalizie al cinema con parenti o amici a vedere le commedie natalizie di Vanzina o Parenti, con chi viene definito ignorante o evasore perché vota in modo differente, con chi è per un motivo o per l'altro oggetto di pubblico e diffuso disprezzo da parte di un'intelligencija aristocratica e snob che si afferma denigrando chi per qualsiasi motivo non risulta allineato, e così via. Insomma, le solite cose.
Sì, questo blog si autosospende a tempo indefinito, un po' per stanchezza ed un po' perchè se una qualche forma di squadrismo violento si sta concretizzando in Italia non proviene dall'attuale maggioranza, ma da parte di quella minoranza che non si cura minimamente dell'universalità dei diritti ma giudica in base alla propria convenienza, senza esitare ad attribuire colpe e responsabilità alle vittime se questi sono avversari. Perché la cosa grave non è il gesto isolato di un individuo probabilmente mentalmente infermo, ciò che preoccupa é quella folla che applaude alla violenza o che festeggia compiaciuta il linciaggio del nemico: una nuova generazione di tricoteuse.
Martyrs – Pascal Laugier
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Ci sono film che pur collocandosi tematicamente all’interno di un genere
particolare, come l’horror in questo caso, lo cannibalizzano dall’interno,
ne corr...