03 maggio 2008

Dirty Deeds Done Dirt Cheap

Uno dei principi più semplici delle leggi di mercato è che più si vende e più si guadagna. E’ una cosa talmente semplice che la sanno anche i bambini che cercano di guadagnare, come esemplificato da Lucy nelle strisce dei Peanuts, vendendo limonata fatta in casa. Il meccanismo è piuttosto semplice: se si vendono poche o nessuna limonata, si guadagnerà poco o niente del tutto; se si vendono tante limonate si guadagna tanto, e quante più se ne vendono tanto più alte saranno le entrate.

Nell’attuale querelle su redditi-on-line-sì/redditi-on-line-no, quello che stupisce è la reazione dei cosiddetti “grillini” di fronte alla scoperta dell’entità delle entrate del loro Guru – soprattutto se si tiene anche conto del fatto che si tratta di un reddito che fa riferimento a tre anni fa, cioè ad un periodo in cui il suo seguito era inferiore a quello che è stato nell’ultimo anno.

Indipendentemente da quale possano essere le valutazioni sui contenuti espressi dal comico, ci sono almeno due punti che possono essere fissati al di là di ogni ragionevole dubbio. In primo luogo, periodicamente Grillo si esibisce in spettacoli a pagamento in tutta Italia, spesso realizzando il tutto esaurito: e questa è un’ottima fonte di guadagno. Inoltre Grillo gestisce uno dei blog più visitati a livello mondiale, e lo usa anche come vetrina commerciale per la vendita ondine dei suoi prodotti (libri, DVD, etc…): e anche questa è un’ottima fonte di guadagno. A partire da simili premesse, non ci vuole un raffinato genio della finanza per ipotizzare che se si utilizzano contemporaneamente due ottime fonti di guadagno, quello che si otterrà sarà, con un elevato grado di probabilità, un notevole reddito.

E invece i “grillini” si scandalizzano per i guadagni del comico, come se lui avesse tenuto loro nascosto che da queste attività guadagnava e bene. Anche perché risulta piuttosto difficile nascondere un interesse economico mentre si chiedono soldi per biglietti d’ingresso, libri, DVD e quanto altro. Grillo chiedeva soldi in cambio di merce (come accade normalmente da secoli) e di fronte a queste richieste i “grillini” pagavano con convinzione comprando i libri, i DVD e correndo ad accaparrarsi i biglietti degli spettacoli per evitare di rimanere senza posto. E invece adesso, sfondando contemporaneamente i limiti del buon senso e del ridicolo, una buona parte di quegli stessi che gli hanno fornito soldi a pioggia si stupiscono per la misura del suo reddito.

È come se gli abitanti di un paese corressero ogni giorno a comprare la limonata di un bambino, per poi stupirsi nel momento in cui lo vedono entrare in un negozio per acquistare una costosissima bicicletta e commentare scandalizzati: “Chissà dove ha preso tutti quei soldi?”

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