Nel suo post del 22 Maggio, il Grillo nazionale, non pago dell’imbarazzante figura rimediata in occasione del V-Day del 25 Aprile, in accordo con il principio secondo cui “l’attacco è la miglior difesa”, ritorna sul tema delle basi americane in Italia.
Premessa: in occasione del secondo V-Day, Grillo nella sua campagna vittimista atta a dimostrare come l’Italia sia un paese a sovranità limitata, aveva dichiarato alla folla accorsa a vederlo che le basi americane in Italia non sono 7 (sette), ma ben 113 (centotredici). Chiaramente, la notizia è una bufala di dimensioni colossali che si fonda semplicemente sul conto di tutte le singole strutture (incluse le semplici antenne radar) come se ognuna di esse fosse una base autonoma.
E’ bastato poco perché la notizia del grillo dalla bocca larga venisse facilmente sbugiardata. E uno di questi capitoli del processo di confutazione della fesseria grillesca è stata la puntata del 6 Maggio di Matrix, durante la quale, l’ex-generale Giovanni Bernardi conferma quello che tutti sanno, e cioè che le basi militari targate Usa in Italia sono sette. E a conferma di quanto sta affermando utilizza un dispaccio del Ministero della Difesa, vale a dire un documento ufficialmente firmato dalla massima istituzione nazionale in materia – che però a dire di Grillo necessiterebbe di ulteriori e non meglio specificate verifiche.
Per una persona di buon senso, questo dovrebbe essere sufficiente per lasciar perdere la bufala per quello che è e passare oltre, ma per chi, come il comico genovese, ha interiorizzato i meccanismi dialettici tipici del complottismo, quelli secondo cui quanto più una notizia viene smentita dalle istituzioni tanto più deve essere vera, è solo la premessa per un triste rilancio della questione.
E così, nel suo post del 22 Maggio, il portavoce del vittimismo italico riparte all’attacco sostenendo che, sì, lui aveva fornito un dato sbagliato (113 basi) ma che comunque è sempre più vicino al dato corretto (89 basi) rispetto a quello comunicato da Mentana e i suoi ospiti (7 basi), e per far questo rimanda a questo documento rilasciato dal Pentagono (e, tra parentesi, non si capisce perché ciò che viene scritto dal Ministero italiano necessiterebbe di controlli mentre quanto scritto dal Dipartimento della Difesa statunitense non avrebbe bisogno di ulteriori verifiche).
La strategia dialettica è tanto semplice quanto, coerentemente con i principi del complottismo, infondata logicamente.
Step 1: fare un’affermazione ed esibire le proprie prove;
Step 2: affermare che chi lo nega mente, ma senza entrare nel merito delle critiche ricevute;
Step 3: arrivare alla conclusione secondo cui, dato che l’affermazione fatta è vera (step 1) e dato che chi lo nega mente (step 2), c’è una volontà di negare la verità che solo il complottista riesce a vedere.
Partendo dal documento rilasciato dal Pentagono, e che in accordo con Grillo non c’è motivo di non ritenere attendibile, si può avere esattamente la conferma che le basi americane sono sette e non ottantanove (e di questo fatto sembra essersene accorto lo stesso autore del post, dato che a differenza di quanto fatto in piazza il 25 Aprile, non parla più di “basi” ma di “installazioni”). Alle pagine 87 e 88 del documento in questione è possibile vedere l’elenco dettagliato di 49 installazioni targate Usa, più altre quaranta minori, per un totale, appunto, di 89. Ma anche solo con uno sguardo distratto è possibile vedere che tali strutture si concentrano tutte attorno alle famose 7 basi note a tutti (colonna “name nearest city”), e che tale dato è confermato dalla colonna “mil” dove viene indicato il numero di militari abitanti nella base (e che vede una lunga successione di zero in quanto strutture di varia natura annesse alle basi).
Una volta appurato che in Italia le basi americane non sono 113 (come esplicitamente detto durante il V-Day) e nemmeno 89 (come si insinua nel post sul blog), si ha la semplice e banale conferma che ci sono 89 strutture che vanno a costituire le sette basi di cui tutti sanno, come da conferma del Pentagono e del Ministero della Difesa italiano, e si può procedere a vedere quanto i tre step di cui sopra, all’atto pratico, trasudino disonestà intellettuale.
Step 1: le basi americane in Italia sono 89.
Grillo pubblica la lettera di un certo Carlo Gubitosa, attivista di Peacelink, che giocando sull’ambiguità terminologica tra “base” e “installazione” intende comunicare al pubblico che ci sono 89 basi in Italia.
Step 2: Matrix mente.
Nel suo articolo di Gubitosa accenna al fatto che Grillo è stato accusato di mentire ma si guarda bene dall’entrare nei dettagli per poi confutare il contenuto di tali accuse; si limita ad insinuare che l’ospite invitato come esperto non sia super partes (infatti viene scritto tra virgolette) in quanto generale in congedo (il che non spiegherebbe perché non dovrebbe essere attendibile la versione di un ex-generale, mentre quella di un attivista oppositore sì).
Step 3: anche se l’informazione di Stato lo nega, le basi sono 89 perché l’informazione mente.
Grazie alla sommaria liquidazione delle repliche altrui come false senza discuterle, Gubitosa può affermare che le basi sono 89 (giocando appunto sull’ambiguità di cui sopra) e a conferma di ciò porta il parere di Francesco Iannuzzelli, che lui presenta come “un amico esperto di questioni relative al disarmo”, evitando accuratamente di menzionare il fatto anche questo suo amico, come lui stesso, è un attivista di Peacelink (e che adottando lo stesso criterio che Gubitosa ha utilizzato a proposito del generale Giovanni Bernardi, sarebbe da considerare ancora meno “super partes” del militare in congedo).
Si potrebbe obiettare che, in fondo, non sono parole scritte dal grillo dalla bocca larga, ma solo opinioni cui lui si è limitato a dare spazio sul suo blog. Ma ciò non avrebbe alcuna credibilità. La lettera e l’articolo che ha pubblicato sono a sostegno di quanto lui aveva affermato durante il V-Day e a dimostrazione di quanto lui sostiene: gli è stata inviata un’apologia e lui l’ha fatta sua, aderendo e sottolineando la sua adesione al contenuto attraverso al sua introduzione.
In questa partita sull’informazione, Mentana batte Grillo 3 a 0 - autogoal di Grillo al 25° del primo tempo, goal di Mentana a porta vuota al 6° del secondo tempo e infine nuovo autogol di Grillo al 22° del secondo tempo.