Alcuni piccoli e semplici sillogismi. Le proposizioni da cui si parte sono le seguenti:
- (Stando alle intercettazioni pubblicate dall'Espresso) Berlusconi ha contattato telefonicamente alti dirigenti della RAI per raccomandare alcune sue conoscenze;
- (Stando alle intercettazioni pubblicate dall'Espresso) Rutelli e Fassino hanno contattato telefonicamente alti dirigenti della RAI per raccomandare alcune loro conoscenze;
- L'onorevole Di Pietro definisce "magnaccia" chi si impegna attivamente "per piazzare questa o quella velina".
Sulla base delle intercettazioni e di quanto sostenuto dall'onorevole dell'IdV si ricava facilmente il primo sillogismo:
A) Chi si impegna attivamente per piazzare questa o quella velina è un magnaccia;
B) Berlusconi si è impegnato per piazzare questa o quella velina;
quindi:
C) Berlusconi è un magnaccia.
Ma sulla base di quanto sopra si ricava altrettanto facilmente anche il secondo sillogismo:
A) Chi si impegna attivamente per piazzare questa o quella velina è un magnaccia;
B) Rutelli e Fassino si sono impegnati per piazzare questa o quella velina;
quindi:
C) Rutelli e Fassino sono una coppia di magnaccia.
Ora, aggiungendo la definizione di "complice" come una persona che pur essendo a conoscenza di un atto doloso non lo denuncia ma anzi si attiva per coprirne le tracce, si arriva facilmente al terzo sillogismo:
A) Rutelli e Fassino sono una coppia di magnaccia;
B) Di Pietro non denuncia i suoi compagni di coalizione Rutelli e Fassino;
quindi:
C) Di Pietro è complice di una coppia di magnaccia.
Una semplice svista o una forma d'ingenuità da parte dell'onorevole Di Pietro? Difficile crederlo. Anche perché al di là dei modi (ingannevolmente) diretti e a tratti ruspanti, nel corso degli anni l'ex PM ha dimostrato di sapersi muovere con grande oculatezza nel panorama politico italiano.
Piuttosto sembrerebbe un esempio di quello che Umberto Eco definiva "effetto bomba": coprire una notizia scomoda attraverso un'altra notizia (una polemica, una gaffe, etc.) in grado di catalizzare maggiormente l'attenzione di stampa e pubblico. In una situazione in cui il malcostume poteva rischiare di travolgere anche due importanti esponenti dell'opposizione (che però nel periodo relativo alle intercettazioni rappresentavano la maggioranza di governo), con il suo violento insulto rivolto al Premier Di Pietro riesce magistralmente ad ottenere un doppio risultato con un'unica mossa: mantenere l'attenzione sull'atto compituto da Berlusconi e al contempo allontanare i riflettori dagli atti simili compiuti dai suoi compagni di coalizione. Mettendosi al centro di una rissa mediatica con il Premier, Di Pietro spinge gli esponenti della sua coalizione dietro le quinte. E grazie a questa abile mossa, i vertici del PD hanno modo di ostentare facilmente il proprio imbarazzo per le parole del loro compagno di coalizione, anziché dover giustificare l'imbarazzo di essere coinvolti nella vicenda similmente all'attuale Premier.
E infatti, a latere è possibile notare che stando all'affermazione di Di Pietro secondo cui "L'allora aspirante capo del governo mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina", e calcolando che le intercettazioni risalgono ad un intervallo di tempo che va all'incirca da Giugno a Ottobre 2007, utilizzando la modalità di cui sopra per fare riferimento a Rutelli e Fassino, l'affermazione dell'ex-PM si trova ripulita dell'espressione "aspirante capo del governo" per diventare:
"L'allora Segretario del principale Partito della Maggioranza di Governo e l'allora Vice Presidente del Consiglio nonché ministro per i Beni e le Attività Culturali mi sembra facessero un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina".
La vita è come una scatola di cioccolatini
-
Una delle frasi rese celebri dal film di Robert Zemeckis Forrest Gump è
“stupido è chi lo stupido fa”, un’affermazione cioè che nella sua
immediatezza sott...