Nel 2009 è ormai difficile dire qualcosa di originale e interessante sul Grande Fratello, come dimostrano gli affannosi tentativi dei quotidiani. E la linea più sensata è limitarsi a ignorarlo, avendo agli atti quel che già se ne disse.La logica insegna che se si afferma che la cosa più sensata da fare consiste nel limitarsi ad ignorarlo, il non farlo significa optare per una scelta che si ritiene meno sensata. E così, con simili premesse, nessuno si aspetta che quanto segue sia sensato. (Anche perché, stando a quanto insegnava quel Wittgenstein che al blog sembra solo offrire il suo nome nella famosa asserzione 7.0 del Tractatus Logico-Philosophicus: "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere".)
Ma rispetto agli standard e alle missioni di un giornale, un blog ha una maggiore libertà di deroga, offrendosi ogni tanto anche alle semplici riflessioni personali dell’autore per quanto banali.Dopo la dichiarazione di insensatezza, ecco una seconda micropremessa finalizzata a spiegare al lettore che, trattandosi solo del suo blog, e non di una giornale, può scrivere un po' le prime cose che gli passano per la testa senza preoccuparsi di dare un minimo di spiegazioni.
Io penso non sia più nemmeno un buon programma, in termini strettamente televisivi: ma vedo che si ama dire il contrario, per non sembrare snob, o per sembrarlo.E a seguire le due brevi premesse, si entra direttamente nel vivo della questione con un'affermazione tanto incisiva quanto lapidaria: il Grande Fratello non è un buon programma, nemmeno in termini televisivi. Come lo scrivente sia arrivato ad una simile conclusione non è dato sapere. E' così e basta. Ma non solo. Con un'elegante (ma neanche troppo) fallacia argomentativa liquida chiunque sostenga il contrario come guidato da snobismo (o dal desiderio di non sembrarlo, non si capisce bene...).
In pratica si tratta di un semplicistico "E' così e basta, e chi non la pensa come me lo fa solo per non sembrare snob (o per sembrarlo)."
Ma insomma, dei consessi umani più deprimenti per il presente e il futuro del paese - se la gioca anche con le Direzioni Nazionali del PD - credo che il Grande Fratello sia imbattibile. Uno zoo di subumani la cui esibizione televisiva ha probabilmente lo stesso senso di certi documentari sui primati: invece di mostrarci cosa eravamo, ci mostra cosa saremo. Questione di pochissimo, ormai.Con una violenza verbale che non conosce filtri, non si sa bene in base a quale diritto o criterio, Sofri definisce i partecipanti al noto reality show come "subumani" (traduzione italiana del termine tedesco "untermenschen"). Probabilmente Sofri ritiene di appartenere ad una razza eletta superiore: infatti solo chi si ritiene superiore può distribuire in giro bollini di inferiorità a destra e sinistra senza sentirsi in dovere di dare un minimo di fondamento alle sue osservazioni.
Forse non gradisce la formula del programma, forse non ne ama la regia (quella delle dirette in tempo reale e/o quella delle striscie quotidiane), forse magari non sopporta la conduttrice o chissà cosa altro. Rimane il fatto che l'unico punto su cui si focalizza l'attenzione del giornalista è la galleria di untermenschen che, a suo dire, affollano la Casa.
Ma il punto è che a parte un paio di casi, la maggior parte dei protagonisti del programma sono persone di umili origini o comunque lontani dalla raffinatezza dei ceti alto borghesi (un ormeggiatore, un panettiere, una barista, etc.), persone che per scelta o per necessità sono lontani dagli standard retoricamente ricercati dei cinema d'essai. Sembra quasi che, per una simile intelligencija, il fatto che un panettiere o un ormeggiatore possano decidere di percorrere una strada che (nelle loro speranze) li possa portare a migliorare le loro esistenza si concretizzi in una forma di hybris.
Va bene che il panettiere si alzi presto per preparare il pane, che l'ormeggiatore si dia da fare per permettere l'entrata in porto anche di yacht e navi da crociera, che la barista stia ore in piedi a preparare cocktail, e così via. Ma che nessuno di questi "subumani" si permetta di provare a cambiare la sua condizione esibendo le sue disgustose carenze grammaticali in televisione, altrimenti gli intellettuali lanceranno i loro furenti anatemi (quegli stessi intellettuali che a parole si preoccupano dei "poveri" e del "popolo", ma che poi provano schifo quando li vedono o quando li sentono parlare) .
8 commenti:
ottimo blumfeld, ottimo. parlo da spettatrice del gf e apprezzo molto quello che hai scritto. sarebbe interessante prima o poi ribaltare la questione è pensare al senso di estraneità rispetto a ciò che è comune che deriva dal fare una "professione intellettuale" (beninteso, parlo di professioni intellettuali serie e faticose, non di luca sofri).
bah...nutro qualche dubbio sulla bontà delle selezioni dei partecipanti da parte degli autori del GF. Non è una questione di snobismo (di Sofri) ma di opportunismo (della TV).
Si tratta pur sempre di un programma televisivo e dunque certe regole "interne" devono essere rispettate.
Mediamente i partecipanti sono bellocci e bellocce. Nella casa del GF c'è un altissima devozione per palestre, solarium, tatuatori e chirurghi plastici. Per carità, non è un crimine...però esisterà pure un proletario inviso a Sofri, che non sia troppo attraente, magari con un lieve difetto fisico e neppure di gran simpatia? Ecco, nella casa del GF non succede. Umili lavoratori quanto vuoi, ma strafighi e strafighe, o con la sesta di reggiseno, o con i bicipiti di Schwarzenegger, o col tatuaggio giusto al punto giusto, oppure bisex, o anche trisex, eccetera.
E la volta che arriva il non vedente (in un rapporto comunque di 100 a 1) viene montata una presentazione da grande esperimento sociologico, roba che alla Croce Rossa sciolgono i bambini nell'acido.
Ci sarà un panettiere in Italia che legge 3 libri all'anno (tra i quali possibilmente non è compreso Siddharta), o che va a una mostra, a un teatro, a un museo, o mette insieme 3 congiuntivi? Al GF non c'è. Perché televisivamente non funzionerebbe.
I concorrenti sono consapevoli che più le spareranno grosse tra quelle mura e meglio andrà il loro futuro nello show biz. Tant'è che al quarto giorno la superdotata pare si sia già accoppiata, gira per casa seminuda cantando "sono una vacca", e si fa tamburellare le tette dai coinquilini.
Altra cosa curiosa è proprio la sessuomania trasversale a tutte le classi sociali partecipanti al GF. Dopo 3 giorni lì dentro, sistematicamente tutti vogliono trombare tutti, ci provano, e spesso ci riescono, con o senza trapunta a coprire i movimenti oscillatori delle pudenda. Toglietegli acqua e cibo ma non la manipolazione dei genitali altrui, che altrimenti crolla la casa.
Insomma, non siamo proprio davanti ad un campione rappresentativo della società italiana, ecco. Il programma magari è fatto benissimo, diverte, e ha tutte le ragioni di esistere. Un paio di tette abnormi è sempre un ottimo motivo per vedere la TV...però uno straccio di critica al GF è possibile, anche senza citare l'Accademia della Crusca.
Le osservazioni che fai sono corrette. Ma mettendola su questo piano bisogna osservare che non solo le selezioni dei partecipanti sono lontane dall'essere ingenue, ma anche che non è detto che i "proletari" che tratteggi ambiscano a partecipare al GF.
Il GF non è rappresentativo della società italiana e non ambisce ad esserlo; come in un circolo vizioso, è rappresentativo solo di quella fetta di società che ambisce a parteciparvi.
E' vero, ad esempio, che all'interno non c'è nessuno che potrei considerare anche solo lontanamente somigliante alle persone che normalmente frequento; ma le persone che normalmente frequento non ambiscono nemmeno lontanamente a partecipare.
Non giudico in alcun modo il diritto di Sofri ad avere simpatie od antipatie, contesto la scelta di definire in modo generalizzato come "subumani" un gruppo di persone che indistintamente rappresentano una parte non trascurabile della società.
tu sai che quei ragazzi non sono rappresentativi della società italiana (semmai di una minima parte di essa). Io so che quei ragazzi non sono rappresentativi della società italiana. Ok, fin qui ci siamo.
Il Grande Fratello però non si pone esattamente così invece. Il giochino di far passare quei ragazzi come "i nostri ragazzi" c'è eccome. Se non addirittura come dei modelli da imitare.
Ho visto in tv l'altro giorno Filippo Bisciglia, ex Grande Fratello. Ha messo di fila soggetto, predicato verbale e complemento oggetto, dopodiché si è interrotto in preda all'esaltazione per aver coniugato correttamente un verbo al passato remoto indicativo.
Se discutiamo del fatto che la tettona con la sesta misura la vorrei nel mio letto per una notte, va bene. Ma se invece andiamo sul piano della mitizzazione dei personaggi, ecco che allora Sofri si schifa, e magari non ha tutti i torti...
Il giochino di far passare quei ragazzi come "i nostri ragazzi" può esserci e funzionare solo se il pubblico riesce ad individuarli perlomeno parzialmente come tali. Dubito che se all'interno della casa fossero chiusi solo matematici e fisici che passano le loro giornate a discutere di quanti e geometria riemanniana il programma sarebbe arrivato alla nona edizione.
Sull'eventuale funzione "mitizzante" dei protagonisti ci sarebbe da fare un discorso a parte, ed anche qui, con otto edizioni alle spalle e quindi più o meno un centinaio di figure transitate attraverso il programma, quante di queste possiamo dire che sono diventati "miti"? Quanti oggi ambiscono ad essere specificamente come Filippo Delgrandefratello? O più semplicemente quanti ricordano anche solo il nome di quello che la Gialappa's Band aveva reso famoso come "medioman"? Il mito non è rappresentato dai singoli personaggi, ma dai famosi 15 minuti di fama di warholiana memoria.
E ribadisco, non contesto le simpatie di Sofri o le sue preferenze verso altri "modelli culturali", quello che non digerisco è la violenza intrinseca nel definire generalmente come "zoo di subumani" una categoria di persone perché per scelta (o per necessità) non conoscono la consecutio temporum (anche perché non credo che le conoscenze letterarie del fornaio siano il metro di giudizio che utilizza per scegliere dove comprare il pane). Magari sbaglio, ma se Sofri, anziché rivolgersi alla categoria culturale dei "partecipanti al GF", avesse scritto che gli ebrei, gli zingari o i gay sono subumani, dubito che il messaggio sarebbe passato inosservato... ed invece sembra che quello che (giustamente) non si può dire di alcuni, si può tranquillamente affermare di altri.
Infine, non so quanti libri abbiano letto i concorrenti o a quali mostre siano mai andati, ma la maggior parte dei rinchiusi utilizza normalmente l'italiano. E' chiaro che la Gialappa's Band non farà mai vedere una sequenza di mezz'ora in cui i personaggi discutono normalmente e senza strafalcioni, ma farà vedere esclusivamente una sequenza di orrori grammaticali (esattamente come di una partita di calcio non facevano vedere le azioni andate a buon fine, ma i "lisci").
Vedi, quello che personalmente (e magari sbagliando) intravedo dietro gli attacchi al GF è qualcosa di molto simile agli attacchi, per toccare un tema caro ad entrambi, al cinema di genere italiano (commedia sexy, polizziotteschi, etc.): la violenza verbale verso tutto ciò che non è normalizzato secondo determinate gerarchie culturali assunte come assiomi indiscutibili. Prendi un attacco nei confronti dei reality show e sostituisci l'oggetto con, ad esempio, "commedia sexy", e spesso ti troverai qualcosa che in passato ti era sembrato di leggere a proposito di qualche film con magari un Enzo Cannavale o una Anna Maria Rizzoli.
si, capisco il tuo punto di vista e sostanzialmente lo condivido. Non sono qui per difendere la snobberia dell'intellettuale.
Qualche precisazione però l'aggiungo. Una casa di matematici e fisici sarebbe oltremodo noiosa. Infatti non si pretende nulla del genere. Ma esisterà pure una situazione normale, con normali vie di mezzo tra Einstein e Melita Toniolo? In tv pare di no. Gli estremi pagano sempre, tanto è vero che esiste anche La Pupa E Il Secchione.
Con "mitizzazione" non alludevo allo specifico ragazzo con nome e cognome, Taricone o Bisceglie che sia, ma più genericamente alla categoria del "giovane che si dà una prospettiva esistenziale poggiata sul portare a casa lingotti d'oro per essersi trascinato stancamente da un divano all'altro, dentro ad una casa, per 3 mesi, sotto gli occhi degli italiani." Ecco, quella categoria tra gli italiani, soprattutto under 30, è mitizzata.
Tra gli Amici della De Filippi, i Carramba Boys, le Veline, le Miss Italia e i Grandi Fratelli, si fa fatica a trovare un ventenne che concepisca anche solo lontanamente la possiblità di dedicarsi ad una professione o conseguire un titolo di studio. E' la sindrome Paris Hilton, non far nulla, farlo benissimo e guadagnarci su.
Parli di persone svantaggiate - un po' provocatoriamente per far terra bruciata attorno a Sofri, temo - ma in cosa sarebbe stata svantaggiata ad esempio la Del Basso, regolarmente iscritta all'università, che si è fiondata a fare la lapdancer per potersi pagare la mastoplastica additiva dalla quarta alla sesta misura (21 anni)? Direi piuttosto che fa le sue scelte, e anche con determinazione encomiabile.
Come avvocato del diavolo potrei dirti che il vocabolo "subumano", potrebbe beneficiare della stessa lettura ironica e grossolana di una trasmissione radiofonica nella quale si gioca a seviziare gli animali. A chi non è scappato detto, vedendo Marzullo in tv, che è un demente? Poi magari ha tre lauree e io solo una.
In realtà ho capito perfettamente il tuo punto di vista, e in linea di massima lo faccio mio. Forse però, nonostante i polizziotteschi e Gloria Guida, sono anche io snob (e magari anche un po' qualunquista) e non me ne rendo conto. Eppure, lottando da circa 9 anni contro il precariato ed i relativi incerti stipendi da fame, mi resta problematico capire perché le pur fantastiche tette della Del Basso debbano aspirare a "vincere" 900.000 mila euro solo per cucinarsi un uovo al tegamino al giorno.
I ventenni che cercano titoli di studio (seriamente, non tra una ballata sul cubo e l'altra) ci sono, però sono quegli stessi che dicevo sopra non pensano neanche lontanamente ad andare nei reality, e per questo motivo probabilmente non ce li vedremo mai. Parlo di persone svantaggiate perché a fianco della bambolona pvppvta e del maggiordomo reale ci sono figure con storie meno leggere sulle spalle, cioé un'eterogeneità che viene appiattito nella superficialità dello zoo della subumanità.
E a proposito del termine incriminato, sul blog del Cattomoderasta o su Sbarbifuoco o su IdiotaIgnorante posso goduriosamente leggere espressioni ben peggiori. Ma l'uso di un certo linguaggio ne costituisce una parte integrante. Wittgenstein non è un blog satirico, né tantomeno qualcosa di paragonabile allo zoo di 105; generalmente non ci trovi in giro bestemmie ed insulti... Ed in un contesto simile, magari puntigliosamente, considero cose ben differenti dire che la singola persona è un demente (o un subumano) e lo sparare giudizi generalizzati su categorie di persone. Non ne faccio una questione di isterica political correctness, ma della differenza che corre tra il dire "Michael Jackson è un pederasta" e il dire "i negri sono pederasti".
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