18 aprile 2009

A Grand Declaration Of War

Giovedì sera, la WWE ha mandato in onda il primo episodio del nuovo programma Superstars. Si tratta di uno spettacolo di circa un'ora che, meno orientato verso le storyline e più verso l'azione, va ad affiancare i tre già rodati spettacoli settimanali: Raw (lunedì), ECW (martedì) e Smackdown (venerdì). La principale differenza rispetto agli altri tre appuntamenti settimanali è che in Superstars si affronteranno sul ring stelle provenienti dai roster dei tre differenti marchi, contornando comunque il tutto con tasselli delle storie in corso.

E per stuzzicare la curiosità degli appassionati, la prima puntata ha visto in sequenza: The Undertaker contro Matt Hardy (con tanto di aggressione di questa da parte del fratello Jeff come ulteriore piccolo capitolo del feud che li vede schierati uno contro l'altro), Christian contro Finlay in un incontro che vedeva in posta il diritto di sfidare Jack Swagger per il titolo ECW nel prossimo pay per view (Backlash) ed infine Shane McMahon contro Cody Rhodes in un incontro che si inserisce nell'attuale principale feud del mondo WWE, quello che vede la stable Legacy di Randy Orton opporsi ad una rediviva fazione McMahon-Helmsley, e che si pone come anteprima degli scontri previsti per il giorno dopo tra Triple H e Randy Orton, e tra Ted Di Biase (jr) e Batista.

Una scaletta quindi più che in linea con gli standard degli altri show, ma che in fondo non va ad aggiungere o togliere molto a quanto già prodotto dalla compagnia. Ed infatti, sorge il dubbio che più che per una qualche effettiva esigenza di spettacolo, la scelta di aggiungere un nuovo spettacolo abbia un'altra motivazione: cercare la sovrapposizione con Impact, l'appuntamento settimanale della TNA, riportando alla memoria la guerra di ascolti che ha segnato la storia del wrestling degli anni '90 tra Raw da un lato e WCW Monday Nitro della (defunta) WCW dall'altro.

Finora le due grandi federazione sembravano aver convissuto "pacificamente", evitando sovrapposizioni sia per quanto riguarda gli appuntamenti settimanali che, soprattutto, per quanto riguarda i pay per view mensili. I passaggi di wrestler dall'una all'altra compagnia sono stati frequenti ma non hanno presentato particolari attriti: nessuna transizione dal roster di una compagnia a quello dell'altra può anche solo lontanamente essere paragonato ai controversi passaggi di Madusa o Bret Hart dalla WWF alla WCW. Ed infatti, wrestler che hanno raggiunto il grande pubblico come Jeff Hardy e Christian grazie alla WWE, oggi sono nuovamente stelle di punta di questa dopo delle parentesi nella federazione concorrente.

Tuttavia, sembra indubbio una piccola e lenta ma costante crescita della TNA ai danni della ben più solida ed affermata WWE. Infatti, oggi, oltre ad un roster di atleti più che validi presenti fin dai primi anni come Samoa Joe, AJ Styles Sting, Scott Steiner e Kevin Nash (oltre, ovviamente, al fondatore Jeff Jarrett), la TNA può contare su una larga schiera di wrestler provenienti dalla WWE (Matt Morgan, Daivari, Rhyno, etc.) con tra questi alcuni assolutamente di primo piano quali Team 3D (ex-Dudley Boyz), Kurt Angle, Booker T e, recentemente, la leggenda hardcore Mick Foley.

Oltre a tutto questo, la TNA oggi può vantare un roster femminile di qualità decisamente superiore a quello della concorrente WWE (apparentemente più interessata ad esibire sul ring le curve delle proprie conigliette che non ad offrire uno spettacolo atletico vero e proprio*) con nomi quali Daffney, Awesome Kong, Taylor Wilde e Roxxi.

E mentre la WWE si gode gli ascolti record di Wrestlemania 25 e ne sfrutta la forza per lanciare Backlash, la TNA si pone nel mezzo tra i due eventi con Lockdown, il suo pay per view interamente a base di incontri nelle gabbie con un cartellone di tutto rispetto.

* la 25 Divas Battle Royal a Wrestlemania 25 può entrare nella storia, se si esclude la divertente coda post-match, come uno degli incontri di questo tipo più brutti di sempre.

2 commenti:

niccolo' ha detto...

Già solo per il trattamento riservato a Victoria nel 25 Divas battle nerchia ci vorrebbe la scomunica.

blumfeld ha detto...

E fosse stata solo Victoria sarebbe stato ancora accettabile... il punto è che lo stesso trattamento è stato riservato anche a Katie Lea, Mickey James e la stessa Beth Phoenix (tutte wrestler che nella OVW avevano mostrato di saper fare ben altro).