Com'è che teorie bislacche nascono e/o si rafforzano diffondendosi sempre più? Il più delle volte a causa della mancanza di esame della logicità o della consequenzialità di quanto viene affermato: si prende un fatto, lo si collega a qualche teoria indimostrata e si sostiene che il fatto sia una conferma della teoria. Per esempio, tra i filmati presi da YouTube che recentemente vengono spesso linkati e citati (su Facebook e blog e forum vari) ce ne sono alcuni che riguardano spezzoni della trasmissione radiofonica di Fabio Volo in cui lui chiede ad imbarazza(n)ti ascoltatori che cosa significhi il termine "comunista". Grazie a questi piccole esibizioni di ignoranza in diretta, in cui un termine viene utilizzato come insulto senza che ne sia chiaro il significato, larghe schiere di commentatori eleggono il conduttore ad icona di una memoria di sinistra che, a loro dire, verrebbe cancellata da manipolazioni e controlli mediatici.
La tesi sostenuta da molti di costoro è semplice: il fatto che gli elettori berlusconiani utilizzino il termine "comunista" come un insulto senza sapere cosa voglia dire, significa che gli ultimi 20 anni (politici e non solo) hanno fatto gravi danni all'Italia (come se prima di questo periodo tutti coloro che utilizzavano tale termine fossero stati raffinati marxisti). Ma dato che non si capisce in virtù di quale bizzarro salto concettuale sarebbe possibile passare dalle premesse alle conclusioni, l'unica cosa che è possibile affermare è che quelle persone intervistate usavano parole senza conoscerne il significato, e nulla più. Qualsiasi estensione a categorie più ampie risulta infondata.
Dato che non risulta che il conduttore in questione si sia mai dichiarato "comunista", è chiaro a lui in prima persona che se qualcuno lo definisce tale evidentemente non sa che cosa significa. Che l'ascoltatore contattato telefonicamente non sappia cosa significhi "comunista" risulta evidente non nel momento in cui non riesce a fornire chiarimenti, ma già nel preciso momento in cui definisce tale chi invece dichiara di non esserlo.
Immaginiamo due persone davanti ad un tavolo con sopra una mela. Ad un certo punto una delle due morde il frutto, lo assapora e poi esclama: "Questa pera fa schifo!" L'altra osserva la scena e fa notare alla prima che il frutto cui ha dato un morso non è una pera, ma una mela, e gli chiede di descrivere come sia fatta una pera. A questo punto il primo non sa cosa rispondere, e la cosa era evidente già prima dell'assaggio, per il semplice fatto che se avesse saputo come è fatta una pera non avrebbe identificato la mela con tale termine. Se poi, a seguito dell'evento, arrivassero dei terzi e commentassero con espressioni serie ed accigliate che è colpa di Maria De Filippi se certa gente non distingue le mele dalle pere, sembrerebbe più che legittimo farsi delle grassissime risate. Invece, se qualcuno confonde "comunista" ed "interista" perché entrambi possono essere utilizzati come insulti, allora a qualcun altro sembre ragionevole pensare che sia colpa dei realitisciò.
(A latere va inoltre notato che quando un termine va smarrendo il proprio significato, la principale responsabilità è di chi avrebbe dovuto custodirlo e tramandarlo. L'essere "comunista", "socialista", o più genericamente "di sinistra" comincia a perdere il proprio significato non quando in televisione trasmettono "La Talpa", ma quando chi si definisce tale non si preoccupa più di conosce e rispettare minimamente le basi della cultura che rivendica come propria. L'essere di "sinistra" non si svuota di significato quando al cinema danno i film di Vanzina sotto Natale ma, ad esempio, quando gente che si definisce tale offre il proprio voto a formazioni politiche che schierano al proprio interno elementi fieramente reazionari e dichiaratamente omofobici. Basta indagare quanti tra coloro che si definiscono "comunisti" hanno mai letto testi di area marxista per vedere che la maggior parte di loro non sa cosa significhi realmente tale termine.)
A seguito dei disordini avvenuti alla manifestazione degli operai Fiat, Gasparri ha prontamente dichiarato che questa sarebbe una conseguenza del "santorismo". Ora, che Santoro nella sua trasmissione offra un'informazione faziosa, schierata ed altamente imparziale è un fatto, ma da questo non si capisce come da ciò sia possibile arrivare alla conclusione che il conduttore ex-parlamentare europeo sia un sobillatore e/o fomentatore di disordini. Non sembra necessario soffermarsi ad indicare come l'attribuzione di responsabilità di disordini di piazza ad un non meglio definito "santorismo" sia poco più di fiato dato alla bocca tanto per dire qualcosa. E se si sostituisce l'espressione "disordini di piazza" con "esempi di crassa ignoranza", e il termine "santorismo" con "televisioni berlusconiane", il risultato non cambia. In pratica, con un banale sillogismo, sostenere che l'usare il termine "comunista" come insulto senza conoscerne il significato sarebbe colpa delle TV berlusconiane vale tanto quanto il fiato malamente non risparmiato di Gasparri.
La vita è come una scatola di cioccolatini
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Una delle frasi rese celebri dal film di Robert Zemeckis Forrest Gump è
“stupido è chi lo stupido fa”, un’affermazione cioè che nella sua
immediatezza sott...
3 commenti:
Penso che eleggere Fabio Volo (il nulla pneumatico) come spirito guida sia triste... eleggere Gasparri come capogruppo sia, se possibile, ancora più triste...
Cordialità
Attila
Infatti... ma non è che lo hanno piazzato come capogruppo per non averlo tra i piedi nella squadra di governo?
Nell'altra Camera mi pare ci sia Cicchitto... secondo me è una specie di virus informatico nei 2 rami del Parlamento...
Rinnovo le cordialità
Attila
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