22 maggio 2009

No More Words

E dopo Backlash, puntuale arriva il turno di Judgment Day nella strada che porta alla costruzione di Summerslam. Ancora una volta, il cartellone è di tutto rispetto, ma dopo gli ultimi eventi un po' di scetticismo pregiudiziale appare legittimo. Ma l'appena ritornato Umaga offre un buono spettacolo assieme a CM Punk. Un incontro non memorabile che avrebbe potuto tranquillamente stare in una puntata di Smackdown, ma comunque godibile. Discorso analogo per Christian vs Jack Swagger, per John Morrison vs Shelton Benjamin e per Chris Jericho vs Rey Mysterio. In generale, tutti i performer di questi incontri si esibiscono ad alto livello, ma una nota particolare va a John Morrison e Chris Jericho, che si confermano tra i migliori performer del roster WWE: John Morrison, malgrado sia dotato di un fisico non proprio minuto, continua ad offrire esibizioni a base di salti sulle corde e veloci evoluzioni, Chris Jericho a sua volta, ora che si è svincolato dal triste feud annuale che vede coinvolti qualche hall-of-famer, dimostra ancora una volta di aver meritato il titolo di "Superstar of the Year" nel 2008.

Di tutt'altro tenore l'incontro tra Randy Orton e Batista. E non in termini positivi. La Legacy di Randy Orton si conferma una delle peggiori stable della storia della WWE, ed è sempre meno chiaro perché la federazione continui a puntare su questi tre wrestler. E' chiaro che non ogni formazione può essere ai livelli di nomi quali N.W.O., Degeneration-X, Nation of Domination, Hart Foundation, ma con la gamma di nomi a sua disposizione, risulta incomprensibile il perché continui ad affidarsi a simili incapaci. Infatti, in un feud che funziona bene, la bravura degli heel è direttamente proporzionale alla loro capacità di "rubare" lo spettacolo, alla loro capacità di raggiungere l'obiettivo con ogni mezzo (meglio ancora se "illecito"), nel caso della Legacy invece tutto continua a finire nelle mani dei face che sono costretti a mettere in scena le peggiori fesserie per consentire agli heel di vincere. Da Backlash a Judgment Day, tutte le vittorie ottenute dalla Legacy sono stato per demerito degli avversari: da Triple H che si distrae prima di chiudere l'incontro, a Batista che si fa squalificare un match dopo l'altro (a volte anche in modo imbarazzante), e così via. Ed in questo contesto, il già trito copione di un feud che vede coinvolto per l'ennesima volta il blocco McMahon-Helmsley, si trova nelle mani di un Randy Orton affiancato da due incapaci privi di personalità il cui unico merito finora sembra concretizzarsi nel portare il cognome di due hall-of-famer. Così, anche questa volta, già a metà incontro il sentore del finale insipido è nell'aria. Ed infatti è così: Randy Orton si fa squalificare nel modo più banale possibile e si tiene il titolo, poi arrivano i suoi due scagnozzi ed è tre contro uno. Poteva esserci di peggio? Evidentemente sì. Parte una musica ben nota e si sente in sala un "ooooooooohhh!": ecco arrivare Ric Flair a dare manforte a Batista e fare piazza pulita sul ring. Batista e Ric Flair sono sul ring, Triple H potrebbe tornare a breve... una ricomposizione della Evolution è nell'aria. E se così fosse, sarebbe l'ennesima dimostrazione di scarsità di idee che circolano in casa WWE.

Poteva essere l'incontro peggiore della serata. Ma non è così, perché il titolo di incontro più noioso dell'evento viene conquistato con ampio vantaggio da quello tra John Cena e Big Show. Ed in fondo, come avrebbe potuto essere altrimenti? Big Show ha la mobilità di un vecchio e pesante frigorifero, e John Cena, che già normalmente non è proprio un concentrato di fuochi d'artificio, si trova pure a recitare la parte dell'infortunato. Inoltre, sommate assieme le loro abilità, probabilmente non sia arriva a dieci mosse differenti. In pratica, un terzo dell'incontro passato a guardarsi, un terzo a tirarsi spintoni ed un terzo sdraiati sul ring, per un risultato che è interamente riassumibile in una serie di sbadigli.

Per fortuna, perlomeno il main event è tra due delle star più in forma del momento. Edge e Jeff Hardy onorano il pay per view con la migliore esibizione della serata. Jeff Hardy come al solito spreme il suo corpo al massimo, utilizzandolo tutto come fosse un oggetto da scagliare ovunque, anche e soprattutto lontano dal ring dove atterrare è meno morbido, e per quanto meno spettacolare Edge si conferma uno di quei wrestler in grado di far tirare fuori sempre il loro meglio agli avversari, riuscendo a concludere più che egregiamente quello che può essere considerato il migliore ppv della WWE da un po' di tempo a questa parte (sicuramente da dopo No Way Out).

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