Ah, la stampa estera! Ah, la stampa inglese. Quale esempio di libertà! Quale esempio di giornalismo! No, questo post non riguarda la figuraccia riguardante l'intervista alla signora Madre-Di-Noemi-Letizia (di cui, per dirla tutta, importa meno di zero), ma un altro articolo, pubblicato il 16 Maggio sul Times dall'emblematico titolo "Il comico Daniele Luttazzi accusa Silvio Berlusconi di censura mediatica". Un articolo che immediatamente è stato incensato nei commenti dai soliti, quelli che "la stampa italiana non è libera", quelli che "meno male che c'è la stampa estera", con tutto il loro armamentario di piagnistei di contorno.
Brevemente, questi i punti toccati dall'articolo: la vittoria di Luttazzi nelle cause intentategli per diffamazione, la cancellazione del suo programma nel 2001 a causa dell'intervista a Travaglio (la vicenda viene definita "un segnale d'avvertimento di ciò che sarebbe arrivato dal regime berlusconiano"), l'editto bulgaro contro lui, Biagi e Santoro e la cancellazione dei loro spettacoli televisivi, la cancellazione nel 2003 di RaiOt, ed infine il fatto che ad oggi il comico lavora solo in teatro in quanto sarebbe stato esiliato dal mondo televisivo.
Una ricostruzione dei fatti in alcuni tratti discutibile ma comunque in larga parte corretta. Ma il problema non è ciò che c'è, ma ciò che manca. Ad esempio, quello che non viene detto nell'intervista è che Biagi, prima dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute, era tornato in televisione; e anche Santoro è tornato in televisione da quasi tre anni, e proprio assieme a quel Travaglio causa dei mali di Luttazzi; come anche lo stesso Luttazzi, che era tornato in televisione su La7, salvo essere mandato di nuovo a casa a causa di quelli che la sua emittente aveva considerato eccessi (e comunque nel bel mezzo del governo Prodi), e come non si fa alcuna menzione del fatto che il comico aveva (liberamente) rifiutato di affiancare Pippo Baudo nella sua ultima conduzione del Festival di Sanremo in quanto (liberamente) non lo riteneva uno spazio adatto a lui.
La ricostruzione che offre il Times avrebbe potuto, al limite, essere accettabile nel 2005. Decisamente meno nel 2009. Allora la domanda che ci si pone è: si tratta di mere sviste, di dimenticanze o di altro? Parrebbe trattarsi di altro. In primo luogo, di fronte a notizie così faziose, la prime domande da farsi sono: "da chi parte l'attacco?" e "chi è il proprietario del mezzo?" La risposta è semplice: Rupert Murdoch, vale a dire il principale concorrente di Mediaset sul suolo italiano (e in alcuni casi non solo). In pratica, da un mezzo di proprietà della principale compagnia mediatica a livello mondiale parte un attacco volto a screditare un concorrente, cioé chi possiede una compagnia che limita i suoi introiti provienenti della pubblicità in Italia e lo ha privato dei privilegi fiscali di cui (ingiustamente) continuava a godere.
Ma non solo. Su Micromega-online è stata riportata l'intervista nella sua interezza e così si scopre che le mancanze di cui sopra non sono responsabilità di Luttazzi, ma proprio delle sforbiciate in sede di redazione. Nelle sue risposte, Luttazzi offre la sua discutibile versione dei fatti (ad esempio, cita l'imbarazzante montaggio del TG1 di Mimun con Berlusconi davanti ad un'assemblea dell'ONU plaudente quando in realtà l'aula era semivuota, ma non cita come tale falso sia stato esibito al pubblico ludibrio su Striscia la Notizia, cioé il programma più seguito sull'ammiraglia Mediaset), ma pur sempre si tratta di una versione che cita sia le "cacciate" che i "reintegri". Non lo stesso si può dire dopo che la redazione di proprietà di Murdoch ha apportato i suoi cambiamenti.
E tra tutte queste molteplici "eliminazioni", ce n'è una che permette di osservare come l'articolo sul Times riesca a sfondare con prepotenza qualsiasi soglia del ridicolo. Ad un certo punto, candidamente, Luttazzi dichiara: "Tre anni fa, Sky Italia chiese di incontrarmi. Proposi un Tg satirico. Mi chiesero come avrei reagito se avessero tagliato al montaggio qualche battuta. Gli risposi che il contratto glielo avrebbe impedito. Sono spariti." Ebbene, non solo sono spariti quelli di Sky che lo avevano contattato, ma anche la sua dichiarazione che ne fa cenno. E' ovvio: sarebbe stato difficile sostenere la tesi del regime mediatico mentre si ammette che anche il gruppo di cui fa parte quotidiano che lancia l'atto di accusa non ha avuto un comportamente difforme dagli altri soggetti citati. Tantopiù che essendo il gruppo di Murdoch in aperto contrasto e concorrenza con quello del capo del governo (anzi, capo dell'opposizione nel periodo della proposta), sarebbe stato difficile credere che Luttazzi non sia finito su Sky per fare un favore all'attuale premier - e tanto più che tale contatto era avvenuto prima del suo ritorno in televisione su La7.
Una dichiarazione di tre righe, buttata lì in mezzo a tante altre, avrebbe potuto minare la coerenza del teorema sostenuto nell'articolo. Allora che si fa? Si taglia. Semplice.
Il Nome del Mio Assassino - Chris Sivertson
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Se un lavoro va giudicato in base all’ambito all’interno del quale esso
stesso si colloca ed in base agli obiettivi che esso stesso definisce, un
film come...
15 commenti:
La cosa che più mi inquieta della tua interessante cronaca, è che si parli del Presidente del Consiglio nonché del leader del principale schieramento politico italiano come di un "normale" concorrente di Murdoch.
Che Sky agisca per interesse è ragionevolmente vero. Che lo faccia pure il Times, può essere. Che Murdoch sia un uomo d'affari e non un filantropo che si batte per la libertà e la democrazia, è sacrosanto.
Ma che buona parte del problema sia da ascrivere al fatto che in Italia, il concorrente di Murdoch, proprietario di svariate emittenti televisive, nonché testate di carta stampata, e che indirettamente esercita il controllo sulle reti tv pubbliche (...indirettamente...), sia "anche" capo dei Ministri nonché leader maximo del primo partito in Parlamento, mi pare un bel corto circuito. Direi che non se ne può parlare esattamente in termini di "normalità", tanto da ridurre l'intera faccenda ad uno scontro tra tycoon, come se uno dei due non fosse quello che decide cosa è falso in bilancio e cosa no, in che tempi si applicano i termini di prescrizione ad un processo, quali aliquote si applicano alla tua dichiarazione dei redditi.
Murdoch non è un normale editore come tanti, è il principale monopolista a livello mondiale. Al confronto della News Corporation, Mediaset è poco più di una PMI. La differenza tra, ad esempio, l'Italia e gli Stati Uniti sta nel fatto che quello che nel BelPaese è evidente e sotto gli occhi di tutti, negli Stati Uniti agisce dietro le quinte.
Anche Fox News Channel, quella che puoi trovare spesso definita come la "propaganda machine" della Casa Bianca, fa parte della News Corporation di Murdoch. Perché FoxNews difende gli interessi del governo statunitense mentre non perde occasione di attaccare il Presidente del Consiglio italiano? Certamente non per semplice simpatia. Piuttosto perché negli USA il governo ha appoggiato Murdoch e Murdoch ha contraccambiato, e lo stesso ovunque abbia portato i suoi mezzi di comunicazione. Il problema, per Murdoch, è che in Italia chi è al potere non ha bisogno dei suoi mezzi perché ha già i suoi.
Ed infatti, non è un caso se Sky ha ricevuto dei favori dal centrosinistra. In Italia, Sky è legato da accordi commerciali con il Gruppo Espresso, cioé l'altro concorrente di Mediaset, il quale a sua volta da anni è palesemente schierato a supporto del centrosinistra (basta sfogliare La Repubblica).
Per rimanere in Italia, la faccenda della concorrenza tra tycoon sarebbe come dici tu se da un lato ci fosse il blocco Berlusconi-Mediaset e dall'altra la sola News Corporation, quindi un blocco politico-mediatico da un lato e solo mediatico-commerciale dall'altro. Ma a guardare in modo un po' più ampio le cose, quella che sta dall'altro lato è un'alleanza altrettanto politico-mediatica (News Corporation + Gruppo Espresso + Partito Democratico).
Non dico che il conflitto di interessi non esiste in Italia, dico piuttosto che NON può NON esistere in qualsiasi sistema in cui un soggetto economicamente imponenente come una grossa emittente televisiva necessita di interfacciarsi con il potere politico per vivere ed espandersi.
il punto sollevato da admiral benbow tuttavia rimane. per quanto mediaset sia uno sputo rispetto a news corporation, resta sempre il fatto che silvio berlusconi riveste anche la carica politica più importante della nostra repubblica, mentre murdoch no. non me ne frega niente di difendere murdoch, ma non capisco come fai a negare che questo non sia un cortocircuito.
un'altra cosa. oggi l'avvocato mills è stato condannato per l'accusa di aver intascato una bella cifretta a scopo di corruzione da parte del nostro presidente. ora, penso che siamo davvero l'unico paese "civile" al mondo in cui viene condannato il corrotto, ma non si può nulla contro il corruttore, anche se questo viene riconosciuto da una sentenza avente legalità a tutti gli effetti.
anche questa ti pare una questione che, per citare le tue parole, "NON può NON esistere in qualsiasi sistema in cui un soggetto economicamente imponenente come una grossa emittente televisiva necessita di interfacciarsi con il potere politico per vivere ed espandersi"?
Forse sono diventato disgrafico e non me ne sono accorto, perché NON ho MAI detto che tale "cortocircuito" non esiste, ho detto piuttosto che NON PUO' NON esistere. E se non può non esistere (in modi e forme differenti da paese a paese) in qualsiasi moderno sistema democratico, non vedo perché dovrei negare che esiste in Italia. Certo, magari SE sei abituato a pensare che l'Italia è un paese anormale, allora di fronte all'affermazione secondo cui il conflitto di interessi esiste ovunque, dovresti pensare che perché l'Italia possa continuare ad essere "anormale" dovrebbe esserne immune. Ma queste possono essere tue conclusioni, non mie. Murdoch non riveste cariche politiche ed infatti ha stretto allenze con chi le ricopre o comunque è soggetto politico più o meno attivo (Gruppo Espresso e Partito Democratico). Ed indatti, Berlusconi legifera pro domo sua come i suoi avversari hanno legiferato a favore di Murdoch.
Quello che viene QUA messo in discussione è l'idea trita e ritrita secondo cui l'informazione all'estero sarebbe migliore e più libera. Questo è quanto viene negato con forza e con dimostrazioni esemplari. E non lo nego io. Lo negano articoli come quelli citati nel post, lo negano gli osceni servizi giornalistici di politica estera trasmessi su FoxNews a base di "terrorism" e "rogue states", lo negano i giornalisti cacciati a pedate dai mass media francesi per favorire (o su indicazione di) Sarkozy, e così via.
P.S.: su Mills attendo un attimo a pronunciarmi perché non ho le idee chiarissime. E certamente non per simpatia verso il premier, come nemmeno per i dubbi sulla parzialità di un giudice (Gandus) che prima di tale processo ha sempre preso duramente posizione contro Berlusconi (trattasi di argomentazione ad hominem, ed in quanto tale la considero in sé irrilevante). Ma ma per mia incompletezza di informazioni. Infatti tutti gli articoli che ho letto citano la testimonianza di Mills (poi ritrattata) come elemento cardine della sua condanna, ma ancora non sono riuscito a trovare dati precisi (possibilmente da fonti ufficiali) che riguardino quali prove concrete hanno portato a questa condanna. Visto che citi il caso, abteilung, saresti in grado di indicarmi dove posso trovare una ricostruzione seria e documentata dei movimenti dei 600.000 dollari di cui si parla ovunque, e che dimostrino che uno è il corrotto e l'altro è il corruttore?
Che potere economico e mass-mediatico stringano alleanze funzionali con quello politico è cosa che accade da che mondo è mondo, ovunque. Certo può verificarsi con forme e modi più o meno rozzi, ma è certamente prassi comune. Che tutti i poteri menzionati si incarnino in una sola figura è peculiarità di pochi fortunati, e noi siamo tra questi. Ecco perché, a mio parere, tra Berlusconi e Murdoch c'è e rimane una bella differenza, nonostante tutto ciò che di condivisibile hai scritto.
Guarda, ammiraglio, che le differenze ci siano è innegabile: sono molteplici e consistenti. Ma se guardiamo nell'ottica del cosiddetto "conflitto d'interessi", nella pratica, e mettiamo a confronto quanto fatto in Italia e quanto fatto negli USA, quello italiano è robetta. Do per scontate le leggi che il premier s'è fatto pro domo sua (falso in bilancio, sanatorie varie, etc.) e passo direttamente agli USA: il fatto che in 12 anni sugli ultimi 20, la presidenza sia stata nelle mani di una famiglia di petrolieri texani ha palesemente condizionato la politica estera degli ultimi anni (in MO come nell'est Europa); aggiungi il fatto che la guida del network PBS, in quanto pubblico, viene nominata dalla presidenza; aggiungi l'appoggio mediatico del partner Murdoch; aggiungi un Segretario di Stato che in passato aveva occupato ruoli ad alto livello nella Chevron, e così via. Per quanto mi riguarda, si tratta di un agglomerato di potere che fa tremare i polsi, e le migliaia di morti iracheni, osseti, etc. ne sono una tragica testimonianza. Oppure, se preferisci, considera che quel George Soros che, tra le altre cose, ha finanziato la Rivoluzione delle Rose è stato anche un finanziatore della campagna elettorale di Obama, e potrai tirare le tue conclusioni.
Faccio spesso riferimento a fatti riguardanti USA e UK in quanto, conoscendone la lingua, riesco a seguirne meglio le vicende. Ma volendo ci possiamo anche trasferire nelle terre d'oltralpe. Infatti, è da poco stata approvata in Francia la norma nota come HADOPI, una legge al cui confronto quella già restrittiva italiana (la Urbani) appare come liberale. Il governo del presidente amico di gente come Martin Bouygues e Arnaud Lagardère ha deciso di fare una legge punitiva contro chi scarica contenuti protetti da copyright da internet. E a chi è stato affidato il compito di studiare la materia ed una soluzione: a Denis Olivennes, cioé un tizio che per anni è stato a capo della FNAC. Ed il risultato è che oggi, in Francia, a chi viene sorpreso per tre volte a scaricare contenuti considerati illegali verrà IMPEDITO l'accesso ad internet per un periodo che può variare da due mesi ad un anno, e questo senza che sia necessaria la sentenza di un giudice. In pratica una legge fatta da un governo amico degli editori, studiata da chi ha guidato un colosso del campo per anni, e fatta per proteggere gli interessi di chi appartiene a tale mondo. In Italia si è urlato al "regime" e al "conflitto d'interessi" per molto meno...
qui http://milano.repubblica.it/dettaglio/mils/1636200
puoi trovare l'intero testo delle motivazioni della sentenza che ricostruisce i movimenti dei 600.000 dollari.
L'avevo trovata poco fa anche io... comunque grazie della segnalazione.
Il punto è esattamente questo, Blumfeld: altrove i poteri vengono esercitati dietro le quinte, perché se la gente sapesse, allora la rabbia e l'indignazione si trasporrebbero sul piano pratico con maggiore facilità. Laddove la faccia del potere deve essere abbastazna pulita per avere legittimazione, sono più propenso a credere che sia in quegli stessi luoghi che la delusione della gente può rappresentare un pericolo per il potere. Al contrario, l'avere la merda sotto gli occhi, come dici succedere in Italia, non ha portato a nulla, tranne che all'assuefazione quasi simpatica per le gravi mancanze del sistema.
Perdonami Mars, ma non sono sicuro di avere capito il senso del tuo commento. Ammettendo per ipotesi che altrove ci sia la necessità di nascondere le storiaccie dietro le quinte per non causare rabbia ed indignazione popolare, perché quello che accade in Italia non causa sommosse popolari? Mi spiace, ma alla storia dell'inferiorità culturale del popolo italico rispetto ai popoli ariani non credo nemmeno per un po'. In assenza di qualcosa che la dimostri, per me rimane una supposizione fascistoide, ed in quanto tale la rifiuto. Che la famiglia Bush avesse interessi nel petrolio è tanto evidente quanto il fatto che Berlusconi abbia interessi nell'editoria, eppure non mi sembra ci siano state rivolte popolari contro i bombardamenti dei vari "rogue states" ("casualmente" spesso ricchi di risorse energetiche, o comunque collocati in posizioni strategiche). Anzi, Bush jr. è stato pure riconfermato nel suo mandato. Che Sarkozy fosse amico del mondo dell'editoria francese non era un segreto, basta vedere chi fosse il proprietario della barca su cui se n'è andato in viaggio in vacanza all'indomani della sua elezione, eppure non mi sembra che ci siano state rivolte popolari in Francia contro i suoi provvedimenti lobbystici...
Non ho idea del perché in Italia, in assenza di qualsiasi indoramento della pillola, non avvenga una reazione forte dal basso. Il problema è che il motivo sembra (nelle tue parole, e non nelle mie) dover essere sempre quello di una supposta 'inferiorità culturale', quasi fosse necessaria conseguenza di un ragionamento simile al mio. Perciò si preferisce elencare le magagne estere come se questo cambiasse qualcosa da noi. E' un meccanismo difensivo che rifituo in toto, che nasce dalla reazione emotiva -e non razionale, - generata dall'assunzione, erronea, che un po' di autocritica porti necessariamente alla paventata 'inferiorità culturale' come fattore esplicativo. Poi anche rifiutarla sul piano intellettuale in quanto affermazione fascistoide, ma dubito che se si trattasse realmente di questo assisteremmo a queste appassionati balletti sul tema "Guardino se stesso! Anche da loro fa cagare!". Tristemente inutili, poi.
Mars, onestamente continuo a non capire dove vuoi andare a parare. Il mio non è elencare le magagne estere "come se questo cambiasse qualcosa da noi", quello che rifiuto è il rosario a base di "all'estero è meglio", di "all'estero la stampa è libera", di "all'estero non ci sono i conflitti d'interessi" e tutti i rottami autodenigratori simili ("autodenigratori", non "autocritici").
Perché un Soros che finanzia un Obama è un conflitto d'interessi, come anche un Sarkozy vicino ad un Bollorè è un conflitto d'interessi, ed una dinastia di petrolieri alla guida della più importante nazione mondiale è poi un conflitto d'interessi di dimensioni impressionanti...
ma tu lo sapevi che tony wilson non faceva firmare contratti agli artisti della factory che quindi fallì miseramente e gli unici che ci guadagnavano sugli ingressi dell'hacienda erano gli spacciatori? l'umanità non è ancora pronta per un sistema di governo realmente libertario.
Sapevo dei "problemi" economici della Factory... invece niente della Hacienda. C'è un qualcosa di esemplare in questa vicenda.
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