Il premier con le escort! Il decreto intercettazioni! Il bavaglio all'informazione! Allarme democratico! Deriva istituzionale... c'è un regime!
"Come? C'è un regime?" viene spontaneo chiedersi.
"Sì" e riparte il mantra di cui sopra a giustificare quanto affermato, come se la ripetizione (quasi fosse un ritornello da cantare serenamente sotto la doccia) di un'affermazione potesse magicamente aumentarne il contenuto di verità.
Ma purtroppo per le Cassandre, le cose non stanno affatto così: anzi, in questo caso specifico ogni ripetizione decrementa l'ipotetico valore di verità di quanto affermato. E questo per un semplice motivo che risulta banalmente ovvio a chiunque si sia anche solo lontanamente interessato a quali siano i meccanismi che regolano il funzionamento di un regime. E per quanto riguarda i mezzi d'informazione, o più genericamene qualsiasi comunicazione in (o comunque diretta ad un) pubblico, la cosa che bisogna tenere sempre presente è che:
In un regime non è assolutamente consentito denunciare pubblicamente il regime stesso.
Dalla Spagna di Franco, alla Germania hitleriana, dai regimi del sudest asiatico a quelli sudamericani o mediorientali ed altri ancora, chiunque abbia provato (o provi ancora oggi, nei regimi ancora in vigore) ad utilizzare un mezzo mediatico per denunciare pubblicamente il controllo vigente dell'informazione (attraverso, stampa, televisioni, radio, volantini, etc.) è stato, nella migliore delle ipotesi, incarcerato - quando non deportato, ucciso o desaparecido. (Ed oggi non sono rare le notizie di retate di blogger nei paesi dove la libertà di espressione manca veramente.) Chi trasgredisce la regola (scritta o meno) che vieta di denunciare pubblicamente il regime stesso, lo fa al prezzo di gravi conseguenze.
Il che porta all'unica conclusione logica possibile: se si può dichiarare pubblicamente di vivere sotto il controllo di un regime senza pagarne le conseguenze sul piano dell'incolumità fisica o della libertà personale vuol dire che non si sta vivendo all'interno di un regime. Chiunque possa dichiarare pubblicamente di vivere in un regime senza pagarne care le conseguenze, mente necessariamente: il contenuto di una denuncia pubblica che dichiara la mancanza di libertà viene annullato dall'atto stesso della libera denuncia pubblica.
Coloro che da anni si lanciano come pitbull da combattimento sulle campagne riguardanti derive democratiche e regimi più o meno solidi, mentono deliberatamente: lo dimostrano la loro consolidata notorietà, la possibilità di scrivere articoli ed editoriali, di parlare nelle trasmissioni televisive, di guadagnare grazie a libri, DVD e spettacoli vari. Ma soprattutto lo dimostrano il loro essere ancora vivi, integri e senza lividi, o comunque fuori da un carcere.
La vita è come una scatola di cioccolatini
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Una delle frasi rese celebri dal film di Robert Zemeckis Forrest Gump è
“stupido è chi lo stupido fa”, un’affermazione cioè che nella sua
immediatezza sott...
6 commenti:
quello che ancora non mi è chiaro è: Berlusconi va a donnine (diciotteni, quarantenni, escort, non escort, una-due-tre assieme ... quello che è). Dimostrato questo con intercettazioni, confessioni e testimonianze varie, si evince che ...? Che Berlsuconi va a donnine. Come un italiano maschio su due, all'incirca. Embè?
Dice: "Eh, negli States Clinton con la Lewinsky....". Non siamo gli States.
Dice: "Ma così è dimostrato che il premier mente, e se mente su questo allora mente sempre ....." Si, e con questo? Gli italiani se lo sono votato democraticamente e con molta probabilità se lo rivoterebbero escort comprese.
Forse si mira a schifare i cattolici a tal punto da far puntare il loro ditino morale contro Berlusconi e far così cadere il governo sotto le pressioni. Stiamo parlando presumo dei vari divorziati/separati/conviventi che sfilano abitualmente al Family Day e che a casa hanno 3 o 4 famiglie cadauno che li aspettano. Ovvio inoltre che il clero preferirebbe Valdimir Luxuria all'adultero e gaudente premier.
Già. Ed anche la questione dell'impeachment di Clinton andrebbe vista per quello che è stato: un tentativo da parte del partito repubblicano (all'opposizione) di cavalcare uno scandalo per "sfiduciare" il presidente in carica. In pratica, un conflitto tra i due partiti per la conquista della Casa Bianca, e nulla di più.
Dice: "Eh, negli States Clinton con la Lewinsky....".
Sì, negli States Clinton con la Lewinsky e tutto il resto (incluso l'attacco militare alla Serbia) è arrivato tranquillamente alla fine del suo mandato.
Io credo che Paperino & Co il fondo lo abbiano toccato qualche giorno fa al Democratic Party.
E qui mi permetto una veloce digressione: il Democratic Party e' la versione aggiornata, anglotrendy e veltroniana della Festa dell'Unita'.
Ripeto DEMOCRATIC PARTY. Essendo tu una persona munita di sinapsi funzionanti e ben all'erta, non ti sara' sfuggito il brillante doppio senso.
Stendiamo un velo pietoso.
Orbene, dicevo: al democratic party perfino Travaglio si e' messo a insultare il PD e ha fatto battutacce sullo stupratore progressista.
Una cosa che il sottoscritto, progressista, ma grazie a dio non di sinistra, ha trovato vomitevole e sulla quale mai mi sarei azzardato a fare battute. E quando si tratta di sparare su Paperino & Co, sono in prima fila.
Questo per darti un'idea della devastante confusione che regna sovrana all'interno di tale schieramento ideologico ( nemmeno politico).
"In un regime non è assolutamente consentito denunciare pubblicamente il regime stesso."
Queste parole le dovrebbero incidere su una targa di bronzo come si e'fatto per il famoso bollettino di Vittorio Veneto di Armando Diaz.
Guarda, secondo me è peggio, è la dimostrazione di una devastante confusione all'interno di tale schieramento che parte a monte, e che piuttosto è una conseguenza della costruzione di un partito senza alcuna ideologia. Se ci fosse stato un briciolo di orientamento ideologico (parlo di "orientamento", non di "Ideologia" con la "I" maiuscola che è ben altra cosa), uno come Travaglio non avrebbe dovuto nemmeno essere ammesso in sala in quanto: 1) non è progressista, 2) non è di sinistra e 3) è dichiaratamente di destra.
Blumfeld, ti pongo (o ti 'plastilino', a scelta hehehe)una domanda che mi assilla da qualche tempo:
Ma a Paperino & Co, non converrebbe puntare su una strategia a lungo termine per riguadagnare un orientamento politico chiaro e assicurarsi una base piu' duratura e credibile?
Mi spiego:
Se buttassero a mare grillini, ecosbroc, ciarpame veterocomunista, centrosocialiati e fighetti radical chic-cuministi per magari puntare su un elettorato progressista composto di persone quali il sottoscritto ( e credo anche tu) non credi che avremmo un partito progressista degno di questo nome?
Certo, all'inizio non sarebbe facile, (resterebbero in tre hahahaha) ma credo di rappresentare una fetta piuttosto significativa di elettorato progressista che non ne puo' piu' di 'essere di sinistra' e vorrebbe programmi e fattualita' progressiste e non parole vuote aggrappate a una ideologia in coma irreversibile e che al pari della controparte di destra ha provocato quasi esclusivamente catastrofi nel secolo scorso.
Non gli converrebbe scommettere su questo tipo di progressisti, invece che sull'appartenenza a ( lo so, insisto sempre su questo) a un valore aggiunto 'di sinistra' che francamente non mi significa una cippa e che non combina una cippa, a parte urlare 'allarme, al fascista' e a scandagliare la vita privata di quel magnaccia di Silvio?
Probabilmente sì, ma non hanno alcuna base ideologica per farlo. L'attuale "sinistra" è appunto quel confuso guazzabuglio che hai elencato: manca completamente una visione di insieme finalizzata ad un progetto. Accertato che il comunismo in salsa PCI non è più accettabile e che le uscite anticapitaliste globale di gente che non raccatta nemmeno un 4% in Italia fanno ridere, urgerebbe una nuova visione ideologica delle cose. Anche perché non ci può essere un progetto progressista in assenza di un IDEAle verso cui tendere: se non so verso quale meta muovermi, come faccio a far progredire il mio cammino?
Avendo gettato alle ortiche tutta l'ossatura piciista, senza alcun tipo di esame, ripensamento o ammissione di errori, ecco che ne rimangono gli avanzi e le frattaglie: qualche trotzkista ("dato che Stalin ha fatto cose brutte, allora Trotzki era meglio..." senza pensare che col senno di poi, forse, se il trotzkismo fosse stato il vincitore forse le cose sarebbero andate anche peggio) , qualche intellettuale da salotto, e così via.
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