L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Invece la pagina pubblicitaria che il Leader Unico dell'IdV ha comprato sul Herald Tribune si chiude con:
Faccio appello alla comunità internazionale perchè faccia circolare queste informazioni ed eserciti la pressione necessaria per assicurare i principi di libertà democratica e di indipendenza della Consulta, così da scongiurare che la nostra democrazia in Italia venga trasformata in una dittatura di fatto.
E così, tutti coloro che pensavano di avere davanti un fascista in pectore sono stati parzialmente smentiti: si delinea un profilo decisamente più simile a quello di un emulo del maresciallo Petain.
5 commenti:
Questo e' uno dei motivi per cui poi la stampa estera si sente in dovere di romperci le balle con solenni sciocchezze. Ero in Italia la settimana scorsa e vorrei dire a Di Pietro che nessuno mi ha arrestato all'aereoporto e tradotto in una galera. Ora Blumfeld, di cose che non vanno ce n'e' un sacco e una sporta nel Belpaese, ma queste sparate sono francamente ridicole. Riapriamo i manicomi e rinchiudiamoci Berlusconi e Di Pietro.
Scusa, ma mi c'incazzo troppo: queste sono le vere figure da peracottari.
Ciao
A me l'uscita di Di Pietro che ha fatto più ridere in questi giorni è stata il commento all'Agenda come da articolo del Guardian.
Ma quando sto fenomeno faceva il ministro passava il tempo a contare i fiorellini del terrazzo per non sapere come venga compilata l'Agenda di un vertice internazionale? o il buon Prodi non lo faceva partecipare perchè si vergognava di un tale buzzurro?
Cordialità
Attila
E vabbé... e allora non vogliamo ricordare anche di come si sia impegnato a promuovere e sostenere il referundum sulla legge elettorale per poi dire ai suoi elettori di votare "no".
Strana analogia... Perché paragonare Di Pietro a Petain e non a De Gaulle? Intendo dire che il ricorso alla potenza estera é una dinamica naturale, tanto che bisognerebbe finalmente ammettere che la politica interna é sempre politica estera. ESCHATON
Perché a capo della Repubblica di Vichy, cioé dello stato in cui la sovranità era limitata dalle "pressioni esercitate" da una potenza straniera, c'era Petain.
Potremmo paragonarlo ad un De Gaulle se in Italia ci fosse un regime e Di Pietro lottasse contro questo all'estero. Ma lui è saldamente in Italia, a capo di una formazione d'opposizione che ogni giorno trova qualcosa contro cui strepitare e senza che nessuno minacci lui o i suoi uomini, e lui utilizza i suoi mezzi per invocare un intervento straniero volto a sovvertire un ordine che, ci piaccia o meno, affonda le sue radici nelle contradditorie fondamenta della democrazia. Ecco il perché della strana analogia.
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