Ci sono volte in cui è inutile perdere tempo per esprimere un concetto con argomentazioni volte a spiegare come una posizione non sia semplice frutto di un testardaggine o di capricci infantili. Ci sono volte in cui, dopo aver provato le strade della spiegazione, di fronte all'altrui volontà di non rispettare scelte e credenze non rimane altro da fare che esprimere ciò che si pensa in modo semplice e facilmente comprensibile da chi evidentemente non vuole sentire.
Cari militanti del PD che continuate a fare prediche agli astensionisti di sinistra, avete genuinamente rotto i coglioni!
Continuate a propagandare la vostra idea secondo cui bisogna accettare compromessi perché il mondo non è un luogo ideale ed i compromessi sono cose di tutti i giorni. Bene, è vero e sacrosanto. Ma quello che le vostre teste non sembrano essere minimamente in grado di capire è che non si tratta di accettare un compromesso, un banale do ut des in cui si rinuncia a qualcosa in funzione di un bene superiore. Non si tratta di fare un sacrificio oggi per avere qualcosa di più in futuro. Si tratta di tradire profondamente e visceralmente tutto ciò in cui si crede, e tutto questo in nome di non si sa bene cosa.
E no, il fatto che questo governo possa non piacerci minimamente non è una motivazione valida per scegliere di ingoiare volontariamente le badilate di letame che la vostra classe dirigente ha scaricato e continua a scaricare su quello che rimane della sinistra italiana. Siete voi che avete sputtanato la tradizione a cui vi richiamate a parole (il marxismo, il socialismo e soprattutto ciò che di valido ancora oggi si richiama a questi) per mettervi al servizio e supporto di un'ideologia liberista che altro non è che l'espressione del potere e degli interessi della classe dominante borghese.
Sì, ho scritto proprio "borghese". Magari nei salotti raffinati, tra un cocktail e un disco di Allevi, tra un vernissage e l'altro, usare termini come "ideologia" e "borghese" è molto passé. Ma comunque li vogliate chiamare, un metalmeccanico o, alla peggio, un precario, sono una cosa ben differente da un confindustriale o da un finanziere. Ed è a seconda delle classi sociali a fianco delle quali vi schierate che si determina se il vostro è da considerare come un partito di sinistra o meno. E no, non si tratta di una mera questione teorica o pedanteria linguistica, ma pratica è concreta: perché che sia politically correct o meno, gli interessi delle differenti classi sono tanto più in contrasto tra loro quanto più sono distanti nelle gerarchie sociali.
Forse avete la memoria corta, e magari avete dimenticato che la classe dirigente del vostro partito è composta dalle stesse persone che:
- hanno introdotto la precarietà in Italia grazie alla riforma Treu (e, no, chiamarla "flessibilità" non cambia la sostanza della cosa);
- hanno aderito entusiasticamente all'aggressione militare ai danni della Serbia;
- hanno cercato di mettere un bavaglio all'informazione su internet attraverso un disegno di legge (noto come Levi-Prodi);
- continuano a mantenere in vita l'alleanza con un movimento forcaiolo ed urlante (per usare un morbido eufemismo e non parlare di "fascismo in pectore") come l'IdV;
- in parte provengono da quella stessa Democrazia Cristiana che è passata alla storia per i suoi "quarant'anni di malgoverno";
- non hanno in alcun modo limitato (per non dire che hanno esplicitamente appoggiato) le politiche di delocalizzazione delle imprese nazionali (contribuendo all'indebolimento delle istanze dei lavoratori sul suolo nazionale);
- hanno rifinanziato le missioni militari all'estero in Medio Oriente (dopo cinque anni passati a manifestare contro guerre ingiuste);
- sono scesi in piazza a manifestare contro i provvedimenti per cui loro stessi votavano a favore in Parlamento;
- ospitano tra le loro file teodem e bigotti vari che si oppongono al riconoscimento di diritti per coppie non strutturate secondo una concezione reazionaria di "famiglia";
- non hanno preso in alcun modo le distanze da giunte corrotte ed inquisite come quelle pugliesi o campane, perdendo tempo invece a discutere di transessuali e mignottame vario;
- si scandalizzano oggi per un'ex-soubrette (priva di precedenti penali) al Ministero delle Pari Opportunità e non per il (più volte indagato) nativo di Ceppaloni cui era stato affidato addirittura il Ministero della Giustizia.
E soprattutto, no, non intendiamo accettare di schieraci con chi si definisce fieramente "liberale" e "cattolico", e che pronuncia parole come "socialismo" o "socialdemocrazia" e simili come fossero contentini da dare ad imbarazzanti frequentatori di serie B di cui si desidera il supporto ma che non sia ama esibire in pubblico.
Ed infine, no, i discorsi del tipo "e voi cosa fate per migliorare il partito?" non servono ad un benemerito cazzo. Perché fino a prova contraria, siete voi che chiedete il nostro voto e vi incazzate se non ve lo diamo. Se volete il nostro voto è giusto che vi sbattiate per convincerci che ve lo meritate - basterebbe anche solo in parte - e non che pretendiate che siamo noi a darci da fare per votare per voi. E non si chiedono cose fantascientifiche, basterebbe veramente poco. Basterebbe riprendere in mano quei pochi argomenti che permettono di distinguere in modo chiaro e netto una sinistra da qualsiasi destra: aumenti dei salari, diritti civili, diritti dei lavoratori, lotta contro la precarietà (anche quella che amate chiamare "flessibilità").
La vita è come una scatola di cioccolatini
-
Una delle frasi rese celebri dal film di Robert Zemeckis Forrest Gump è
“stupido è chi lo stupido fa”, un’affermazione cioè che nella sua
immediatezza sott...
2 commenti:
Nella lista degli errori manca la riforma delle pensioni di Ferrero che mette il tfr in gestione a banche, assicurazioni o fondi del sindacato come Cometa di cui Ferrero era amministratore delegato. Riforma che in caso di crisi finanziarie come questa mette dei dubbi sul futuro pensionistico dei fessi che hanno creduto all'autoproclamatosi partito dei lavoratori.
Tacendo sulla santificazione della "partigiana" daddario che trovo ributtante.
Fleym
Verissimo. Diciamo che la lista è altamente incompleta, e che sono molto più gli errori/orrori assenti che non quelli elencati...
Posta un commento