30 ottobre 2009

Where Do Ya Draw the Line

Una grande sfida implicitamente aspettava al varco ieri sera AnnoZero: dopo una serie di puntate dedicate al premier, riuscire a tirarlo in mezzo anche quando l'obiettivo era puntato su un altro soggetto. E la sfida viene vinta con maestria impareggiabile, con la teorizzazione di una forma di colpevolezza preventiva di squisita fattura medievale. Come negli anni più bui dell'Inquisizione chi veniva accusato di eresia era colpevole indipendentemente da tutto ciò che avrebbe potuto dire (in quanto confessare significava ammettere, e quindi confermare il crimine, ed allo stesso tempo negare significava mentire, e quindi confermare la natura peccatrice dell'inquisito), così si scopre che il premier, per il fatto di essere venuto a conoscenza dell'esistenza del video ed averlo comunicato all'ex-Governatore del Lazio, può essere accusato di non aver denunciato un possibile crimine, ma allo stesso tempo si afferma chiaramente che se avesse denunciato alle autorità dell'esistenza dello stesso avrebbe potuto essere accusato di aver voluto rendere pubblica la vicenda per danneggiare gli avversari.

Ma questa è solo una parentesi. Il cuore caldo della trasmissione riguarda, prevedibilmente, la vicenda che domina i giornali da una settimana. Ecco allora servizi ed interviste a trans e, in assenza di filmati di proiettare, più o meno attendibili ricostruzioni video basate su racconti e testimonianze. E i due ospiti politici in studio riescono nella mirabile impresa di discutere pur partendo da premesse implicite analoghe. Su Storace c'è poco da dire: è un uomo visceralmente di destra (si può dire "fascista"? o anche lui ha deciso di trovare un nuovo modo per definirsi?) e dice cose di destra, sfoderando a più riprese un machismo venato di umorismo triviale, con tanta classe ed eleganza quanta potrebbe averne Steven Seagal in una esibizione di pattinaggio artistico (o forse anche meno).

Ma è la Serracchiani, uno degli astri nascenti del PD, ad offrire momenti di reale inquietudine. Come quando, con una disinvoltura disarmante, dichiara trionfalmente: "i nostri quando sbagliano si dimettono". Per un attimo, qualcuno avrebbe potuto pensare che si riferisse ad una recente notizia di dimissioni presentate dai responsabili di alcune giunte campante. Invece no, l'errore a cui si riferisce è proprio quello di cui si parla, quello che si cerca di ricostruire ed esibire: riguarda proprio l'assenza di una presunta reazione tempestiva da parte della vittima.

Lo scenario è paradossale, un po' come in quelle situazioni in cui qualcuno premette "non sono razzista" per poi arrivare alla conclusione secondo cui "tutti questi negri dovrebbero essere sbattuti fuori dal paese a calci". Similmente, qui tutti si dichiarano concordi nel considerare Marrazzo la vittima, ma alla fine sono i di lui vizi e comportamenti ad essere sezionati chirurgicamente per poi essere pubblicamente giudicati.

Una qualsiasi posizione progressista non avrebbe dovuto accettare premesse reazionarie per poi smarcarsi maldestramente sulle conseguenze. Una posizione progressista non avrebbe mai dovuto accettare di dare per scontato (come ha fatto la nuova stella del PD) che quello di Marrazzo sia stato uno sbaglio e che come tale è giusto che abbia avuto come conseguenza le dimissioni. Una linea progressista avrebbe dovuto rimarcare in primo luogo che non si fanno processi alle vittime, che le vittime vanno protette da gogne di qualunque tipo, e che le dimissioni, pur rispettabili in quanto frutto di una scelta personale e privata, non sono in alcun modo un atto dovuto e sicuramente non la conseguenza di uno sbaglio, perché fintantoché non viene violata alcuna legge, le scelte private rimangono tali, e non errori pubblici di cui scusarsi.

Una linea progressista avrebbe dovuto porre con forza la questione riguardante il fatto che se fosse stato scoperto in dolce compagnia di una top model anziché con una trans, probabilmente la vicenda avrebbe preso una piega ben differente. Avrebbe dovuto affermare energicamente che il vedere una vittima di una brutale violazione della sua privacy e di una probabile estorsione non denunciare pubblicamente i crimini commessi contro di lui è prima di tutto segno di un grave problema, perché ricorda in modo drammaticamente inquietante le donne che non denunciavano (ed in alcuni casi non denunciano ancora oggi) stupri e molestie a causa della certezza che in breve tempo la voce si spargerebbe nel loro circondario, ed oltre che con i segni della violenza si troverebbero a dover convivere con il diffondersi di voci secondo cui "quella puttana se l'è cercata".

Questo e tanto altro avrebbe potuto affermare un personaggio che abbia una seppur pallida idea di cosa siano progresso ed emancipazione. Invece il tutto si trova riassunto nel fiero sbandieramento di un "i nostri quando sbagliano si dimettono", nell'accettazione pregiudiziale che pur in assenza di qualsiasi accertamento di violazioni della legge possano esistere modi "sbagliati" di vivere la propria sfera privata, anche quando si è vittime di violenze e soprusi. In altre parole: una resa incondizionata a quei principi reazionari propri dell'interlocutore proveniente dalLa Destra che le stava di fronte.

15 commenti:

Yossarian ha detto...

Assolutamente d'accordo Blumfeld.

Fra l'altro la "moralita'" sbandierata dalla sinistra mi puzza sempre piu' di italietta bigotta anni 50. Quella della destra scelbiana e del cattolicesimo piu' retrivo.

E' molto, molto preoccupante.

Anonimo ha detto...

Ora, vorrei capire cosa il Silvio avrebbe dovuto fare. Seriamente.
Nella situazione, come ci si doveva comportare?

In ogni caso, il fatto che lo scandalo sia capitato questa volta a sinistra credo farà cadere il velo, per chi sa guardare e gli interessa, dell'ipocrisia dietro a perbenismo,trasgressione e tutte le parole d'ordine degli "opliti del bene", per citare il buon Yossarian di cui sopra.

fre.

Admiral Benbow ha detto...

Riguardo al primo paragrafo del post, quello sul Silvio che cadrebbe in difetto comunque, sia avvertendo Marrazzo del filmato, sia denunciandolo lui alle autorità indipendentemente da Marrazzo, il punto non credo fosse dimostrare che Berlusconi ha sempre torto perché è brutto e cattivo. Ma che questo corto circuito deriva da un conflitto di interesi. Berlusconi viene a trovarsi paradossalmente in una posizione scomoda comunque, non perché lui sia un mostro, ma perché è prigioniero di una oggettiva impossibilità di agire a danno zero. A me questo pare francamente evidente. In entrambi i casi si verificherebbero delle conseguenze che non dovrebbero verificarsi.

blumfeld ha detto...

No, Ammiraglio, lungi da me difendere il premier (ha già i suoi strapagati avvocati che lo fanno a tempo pieno) ma non riesco a vedere il caso in questi termini. Sono convinto che il conflitto d'interessi ci sia non perché sia un'anomalia, ma perché non può non esserci. In fondo, messa in questi termini, come dovremmo rileggere, ad esempio, la pubblicazione delle foto di Topolanek da parte del quotidiano principale della "Tessera n°1 del PD"?

Ma non è questo il punto, perlomeno per me. Vale a dire, se avesse chiamato per dire "attento, sono entrato in possesso di un video in cui ci sei tu e ora ti tengo per le palle", ci sarebbero tutte le premesse per un'accusa di estorsione. Invece così non è stato (anche sulla base di quanto dichiarato dalla vittima). Quindi, non capisco, alzando il telefono e dicendo: "attento, circola un video che blablabla..." in quale difetto sarebbe caduto?

Admiral Benbow ha detto...

Intanto non ha sentito o non ha voluto sentire puzza di bruciato, o meglio di reato, commesso ai danni di Marrazzo. Reato che molti come lui non hanno ritenuto di denunciare.

Inoltre, parrà blasfemia dare ragione a Travaglio, ma quanto detto da lui ieri sera a me pare del tutto condivisibile. Il Presidente del Consiglio, proprietario di una buona fetta dei Media italiani, nonché tuo avversario politico, una sera ti chiama al telefono e ti dice: "io ho questo video in cassaforte" - e già non si capisce perché Berlusconi ne detenga, anche solo temporaneamente, una copia.
"Stai tranquillo non lo diffonderò, anzi vattelo a comprare tu presso tizio e caio...."
Una volta attaccata la cornetta, riterresti il pemier un tuo generoso protettore che ti ha dato una "lezione di stile", o una persona in più a conoscenza di uno scandalo che ti riguarda?

Ecco questa è una delle conseguenze che a parer mio non doveva verificarsi. E si verifica perché Berlusconi è tutt'altro che distante dalla gestione delle sue proprietà.

blumfeld ha detto...

Guarda, credere che Berlusconi sia distante dalla gestione delle sue proprietà sarebbe un po' come credere che i Bush non fossero interessati al petrolio quando occupavano la Casa Bianca. Decisamente fantasioso...

Ma al di là delle infinite supposizioni che possiamo fare (incluse quelle di Travaglio, il che è abbastanza bizzarro per uno che rivendica il valore dei "fatti"), non mi è ancora chiaro in quale difetto sarebbe caduto. C'è un reato? Se sì, quale? E perché la magistratura non indaga?

Yossarian ha detto...

Comunque, scusa l'OT (piu' o meno).

Non capisco davvero perche' nessuno, tranne Berlusconi, si fila Ballaro' che e' sempre stata una trasmissione dignitosa.

Forse perche' Floris non urla e' non e' l'equivalente patinato di Fede?

Fra l'altro a costo di beccarmi (non da te) del supporter di Silvione, vorrei ricordare che prima che la lotta mediatica s'inasprisse oltre ogni decenza, e che Silvione chiedesse ai suoi pretoriani "prove di fedelta'", trasformando Canale 5 in una mera trombetta del suo peronismo de noantri, anche Canale 5 faceva trasmissioni giornalistiche degnissime.

Toni Capuozzo e' un signor reporter e lo stesso Mentana a me non pareva affatto malvagio.

C'e' stato un periodo, credo intorno ai primi 2000, in cui il Tg5 era un signor telegiornale: meglio, ma molto meglio di qualsiasi altra cosa rai o Mediaset.

Guarda Blumfeld, Uriel aveva ragione quando ha detto che sarebbe cominciato a volare sterco e ti diro' di piu':

Senza togliere nulla ai giudici, al sottoscritto l'insana passione che la sinistra nutre per la magistratura ricorda l'insana e pericolosa passione che le destre hanno sempre e storicamente nutrito verso le forze armate.

"I custodi della virtu' nazionale"

Male, molto male. Sia Silvio, sia i magistrati avrebbero bisogno di rileggersi Montesquieu

Ciao

blumfeld ha detto...

Beh, che Ballarò sia meglio di AnnoZero è pacifico, ma lo stile di Floris non mi piace. Guardarlo è un po' come un coito interrotto, quando senti che arriva il momento di dare la zampata, si tira indietro.

Su Toni Capuozzo proprio non riesco a seguirti... mi bastano tre minuti di Terra! e mi si riempe la pelle di bolle.

L'unico che veramente apprezzo è Piroso, su La7. I suoi programmi raramente si incanalano su binari banali, e quando incominciano a deviare e a prendere una brutta piega, educatamente si incazza e riporta tutti all'ordine.

Yossarian ha detto...

"Su Toni Capuozzo proprio non riesco a seguirti... mi bastano tre minuti di Terra! e mi si riempe la pelle di bolle."

Hahahaha Blumfeld, questa non era male. :-)

Be', diciamo che e' un po' retorico...lo ammetto. Posso pure fare una "ammendina", proprio perche' sei tu.

Ma e' un bravo corrispondente di guerra.

Su Piroso hai ragione. Grandissimo professionista.

Admiral Benbow ha detto...

io non ho parlato di reato ma di conflitto di interesse. So che citi sempre l'America e il resto del mondo come sedi di eterni conflitti d'interessi irrisolti, ma non è dicendo "tutti colpevoli-nessuno colpevole" che abbiamo risolto il problema.

E comunque la domanda rimane inevasa, a seguito della confidenza telefonica del premier, Marrazzo si sarebbe sentito più tutelato o più esposto allo scandalo? Anche questo non è un reato, ma essere tenuti per le palle non è una condizione invidiabile, soprattutto in politica...

blumfeld ha detto...

Porre la questione in termini di "tutti colpevoli-nessun colpevole" è quantomeno riduttivo. Sto dicendo una cosa ben diversa da "siccome c'è anche dalle altre parti, allora chi se ne frega se c'è anche qua", intendo dire piuttosto che i conflitti d'interesse non possono non esserci. E questo è il motivo per cui non è mai stata fatta una legge in proposito.

Ma vogliamo ancora credere alla favoletta della sinistra che dice che non ha fatto la legge perché ha sottovalutato il problema? Giusto per fare un paio di esempi: con una legge che impedisca i conflitti d'interesse, come farebbe il PD ad ospitare tra le sue fila un Matteo Colaninno? Vogliamo pensare che un Berlusconi possa agire per favorire le aziende di famiglia ed un Colaninno no? E Soru, anch'egli nel PD? Lui non farebbe niente per favorire le sue aziende? E (il tanto apprezzato da Travaglio) Di Pietro con la sua An.To.Cri.? Non c'è un bizzarro conflitto d'interessi nel momento in cui compera immobili e poi paga i mutui con l'affitto che paga il suo partito (pubblicamente finanziato)? Come voterebbe un Di Pietro a proposito del finanziamento ai partiti quando con questo paga gli immobili che acquista con l'immobiliare? E ancora, il marito del sindaco della mia città (cioé Marta Vincenzi) è il numero uno di una società di progettazione ed impiantistica... Quindi nessun colpevole a priori? No, realisticamente, tutti innocenti fino a quando non si configura un reato (dall'abuso di ufficio a quello di posizione dominante e così via).

Facciamo un altro esempio? Potrei riempirci pagine intere... Si parla spesso, in sede di campagna elettorale (e sempre da sinistra) di aumentare le tassazioni sulle rendite finanziarie. Poi, al momento di agire o non si fa nulla o si fanno azioni ridicole. Come mai? Sarà mica perché tra chi vota ci sono diversi che hanno entrate grazie a delle rendite finanziarie? Sarà mica anche perché la "tessera n°1 del PD" ha rilevanti rendite finanziarie? Non è anche questo un conflitto d'interessi? E come lo risolviamo? Stabiliamo che nessuno che abbia rendite finanziarie debba poter essere eletto in parlamento o anche solo iscriversi ad un partito?

In secondo luogo, la domanda non è inevasa. Per quanto mi riguarda, la domanda non può avere risposta. Dato che non ho sentito la telefonata, non ne conosco il contenuto dettagliato, e dato che non ho poteri sensoriali, come potrei sapere come si sarebbe sentito?

Ed infine, tenere qualcuno per le palle (noto anche come "ricatto" o "estorsione") è un reato eccome. Scherziamo? Ma pensiamo veramente che il premier sia così sciocco da chiamare per telefono (con tutti i rischi della situazione di essere intercettato o registrato) per minacciare, anche solo velatamente ed indirettamente, un avversario politico? Se volessi agguantare per le palle qualcuno l'ultima cosa che farei sarebbe annunciarglielo di persona per telefono...

Admiral Benbow ha detto...

Ritenere Berlusconi responsabile di qualcosa ti trasforma automaticamente in un elettore/difensore del PD, e viceversa, in Italia funziona così. E invece penso si possa e si debba avere la libertà di poter dire che il conflitto di interessi di Berlusconi esiste (nonostante anche altri conflitti), è macroscopico, e non rappresenta un elemento di crescita della democrazia e della società italiana.

La telefonata tra Marrazzo e Berlusconi c'è stata, lo ha detto Silvio, ne abbiamo avuto anticipazione tramite stralci del prossimo capolavoro di Vespa. E chiaramente il premier non aveva alcun bisogno di porla in termini esplicitamente ricattatori, così che il poliziotto di turno all'ascolto trascrivesse: "ha detto - ti faccio il cuolo".
Con tutta la cortesia e la gentilezza del mondo gli è bastato dire a Marrazzo che il video esisteva, che lui lo aveva visto e che lui non lo avrebbe fatto pubblicare tramite Mondadori (ovvero: ricordati bene che se voglio ho la possibilità di farlo). Non parlerei nemmeno di ricatto, ma di intimidazione. Da oggi hai un segreto e se mi serve lo userò. Poi però Marrazzo si è dimesso...

blumfeld ha detto...

Se intendi dire che siccome ho citato PD e IdV ritenga te un elettore/difensore di questi, mi stai nuovamente mettendo in bocca parole che non ho detto. Quando cito i conflitti di interesse altrui non sto facendo riferimento a tue posizioni (e che non mi risulta essere qua in discussione). Sto semplicemente elencando una casistica a supporto delle MIE affermazioni. E cioé di quello che ho sempre detto e che sto continuando a ripetere anche qua: che i condlitti d'interesse non possono non esistere, che non possono essere risolti all'interno di una struttura "democratica", per non dire "politica" in toto.

Dovere/avere la libertà di parlarne? Santocielo, sono più di quindici anni che se ne parla. Però, messa in questi termini, permettimi di rivendicare altrettanta libertà di poter considerare la questione nient'altro che uno specchietto per le allodole, che esce quando la sinistra è all'opposizione (o in campagna elettorale) e misteriosamente scompare quando si trova al governo. E, sia chiaro, non perché non sia un problema in sé, ma perché si tratta di un'argomentazione ideologica finalizzata a direzionare l'attenzione verso un problema tutto sommato secondario (si tratterebbe, cioé, di una di quelle armi di distrazione di massa di cui parlavo sotto, e su cui tornerò in un post apposito a breve).

Che ci sia stata non l'ho mai negato, semplicemente mi rifiuto di discutere sulla base di mere ipotesi e fantasie varie. E permettimi di dire che in assenza di elementi concreti che ne dimostrino la verità, anche i contenuti divulgati dal premier a mezzo Vespa non rappresentano propriamente una fonte attendibile. Certamente, la tua ricostruzione è teoricamente plausibile, ma poco convincente: prima della sua telefonata è assodato che ha girato redazioni di giornali per tre mesi, e tra i primi a venire a conoscenza della storia c'erano Feltri e Belpietro, crediamo veramente che un uomo che è nell'editoria da quasi trent'anni pensasse che in tre mesi le sue fossero le uniche mani ad avere in mano le immagini?

Ribadisco: non so come siano andate le cose perché non c'ero e non ho sentito. Ma con tutte le cose che è possibile dire sul premier, vogliamo veramente credere che un pluridecennale tycoon dell'editoria si metta a fare atti "intimidatori" per via telefonica sulla base di un filmato che aveva girato le redazioni di mezza Italia (cioé che nell'ambiente era di dominio pubblico)?

(E comunque Marrazzo non si è dimesso dopo la telefonata, ma dopo l'arresto dei carabinieri che hanno fatto sì che la vicenda diventasse di dominio pubblico e dopo che gli allora pretendenti alla segreteria del PD, ANZICHE' DIFENDERLO, ne hanno chiesto la testa pubblicamente.)

Admiral Benbow ha detto...

No, non stavo accusando te di accusare me. Rappresentavo un andazzo piuttosto comune in Italia, difficile criticare una parte politica, di questi tempi, senza essere etichettato come uno che allora sta "con quelli di là". Gli scheletri nell'armadio e i conflitti di interesse nel centrosinistra ci sono tutti, esattamente come tu li hai descritti, però pare che ogni volta che si dice "tizio ha questo problema", il rispondere "però ce lo hanno anche caio e sempronio", equivalga a sminuire il fatto che comunque tizio ce l'abbia. Vuoi che ti dica che il centrosinistra, magari per calcolo e convenzienza, non ha fatto una Legge risolutiva per il conflitto di interessi quando era al governo? Te lo dico, non l'ha fatta.

Sulla telefonata, boh, si va a ipotesi e sensazioni, nessuno a parte i diretti interessati l'ha ascoltata. Però tu tendi ugualmente a pensare che sia andata in un modo e magari io in un'altra, no?
Marrazzo si è dimesso quando ha ritenuto di farlo, sta di fatto che ciò ha rappresentato spuntare un'arma in possesso di tutti coloro che ritenevano di ricavarne un qualche utile, economico e/o politico.

abteilung ha detto...

siccome sono molto vecchio mi ricordo una sera al tg5 nel 1991 che gli americani avevano appena attaccato l'iraq, capuozzo inviato da un aeroporto militare americano qui in Italia che definiva i piloti che partivano per bombardare baghdad come "assassini". stacco, anchorman (credo fosse mitraglia) visibilmente imbarazzato, capuozzo scompare dagli schermi per qualche tempo e ricompare completamente riprogrammato e pronto a presentare trasmissioni come "terra". mi ricordo benissimo di quel telegiornale ma non so se nessuno ha mai parlato di questo incidente e dell'improvvisa riconversione di capuozzo. sono piccoli misteri della storia.