27 novembre 2009

First We Take Manhattan

Casoria... Villa Certosa... le trans dell'ex-Governatore del Lazio... e ora la politica del gossip riparte all'attacco ventilando l'esistenza di un video hard tra due noti esponenti dell'estrema destra. Al di là dei giudizi che si possono dare sui soggetti coinvolti, si assiste per l'ennesima volta ad un copione basato su assalti al privato della persona. Perché fino a prova contraria, anche qualora si dimostrasse che un simile video realmente esiste, si tratterebbe di un attacco pubblico al privato delle persone, chiunque esse siano. E' l'arma vile e mafiosa del ricatto, della minaccia o dell'azione di sputtanamento pubblico. E' l'anima volgare e reazionaria del gossip che sbandiera in pubblico i segreti delle persone per sottoporle al giudizio delle comari di paese, di coloro che stanno a guardare e spettegolando sputtanano il figlio di quello perché "frocio" o la figlia di quell'altro che "se la fa con tutti": la difesa dei valori pubblici vigenti (quando non la restaurazione di quelli del passato) dietro una cortina di ipocrisia in cui chiunque si arroga di giudicare ed esporre con disprezzo al pubblico ludibrio tutto ciò che non si conforma ad un profilo postulato unilateralmente come accettabile, decente, dignitoso. E nel fare questo, piano piano si scavano solchi nel fondamentale diritto alla privacy delle persone, nell'idea che chiunque, nei limiti imposti dalla legge, abbia il diritto di comportarsi come meglio crede senza trovarsi processato pubblicamente dal vicino, dalla dirimpettaia, dalla gazzetta di quartiere, dai media nazionali.

E di fronte ad un tale scenario di corrosione applaudito da chi pensa che un simile mostro possa riguardare solo limitate sfere della società, senza considerare che l'asse che parte dalla campagna contro l'ex-portavoce del governo nella scorsa legislatura e che arriva alle notizie di oggi, se non adeguatamente limitato e confinato, è un blob destinato ad accrescersi, tornano in mente i versi attribuiti al pastore Martin Niemöller, che dopo 8 anni di internamento in diversi campi di concentramento nazisti, con parole tanto semplici quanto incisive, descrisse il pericolo che si nasconde dietro ogni complicità, più o meno attiva, con un pericoloso nemico.
Prima vennero per i Comunisti,
ed io non dissi nulla,
perché non ero un Comunista.
Poi vennero per gli Ebrei,
ed io non dissi nulla,
perché non ero un Ebreo.
Poi vennero per i Cattolici,
ed io non dissi nulla,
perché ero un Protestante.
Quindi vennero per me,
e a quel punto non era rimasto nessuno
che potesse dire qualcosa per me.

13 novembre 2009

Let's Lynch the Landlord

Nella notte del 10 Novembre, un gruppo di vigilantes assunti dalla proprietà della ex-Eutelia a Roma fa irruzione in uno stabilimento occupato da dipendenti che, dopo essere rimasti senza stipendio da mesi, protestano contro la chiusura. Le guardie dichiarano di essere della polizia e urlano ai dipendenti di uscire. Un giornalista RAI presente in loco si accorge che non si tratta di poliziotti e chiama la polizia (quella vera) che identifica i giustizieri privati e li fa uscire dall'edificio.

La notizia non ha avuto molto risalto perché la dose settimanale d'indignazione da parte degli esponenti dei diversi schieramente politici era maggiormente impegnata nel commentare un fumetto:
"Spatolaro, o qualcosa del genere, che non ho mai avuto il piacere di conoscere, dà il meglio di se, immagino, tra cacche, mosche e parolacce. Più che un fumetto mi è sembrato uno specchio." (Ignazio La Russa)
"E' un qualcosa di sconcertante che con la satira non ha nulla a che vedere." (Enrico La Loggia)
"Il nostro Paese assiste all'ennesimo imbarbarimento dello scontro, che nulla ha a che vedere con la politica, ed in mezzo ci finisce per l'ennesima volta una donna." (Mara Carfagna)
"L'attacco sconsiderato portato al ministro Meloni supera ampiamente i limiti della satira." (Mariastella Gelmini).
"Il libro contro il ministro non è esercizio di satira ma solo di volgarità." (Renata Polverini).
"La satira diverte, morde e può anche far male ma se è satira intelligente non scade mai nel turpiloquio o nell'insulto gratuito." (Rosy Bindi)
"Il libro di fumetti sulla Meloni mi sembra un'operazione molto misogina." (Paola Concia)
"La satira è satira, ma nel caso di Giorgia Meloni mi sembra che se sia sconfinati nell'offesa feroce e gratuita, oltre che in una volgarità sicuramente inaccettabile." (Silvana Mura)
"Mi ero ripromessa di non fare alcun commento su questa allucinante vicenda, ma di fronte alla enorme mole di messaggi di solidarietà che mi ha raggiunto in queste ore, non posso esimermi dal ringraziare tutti. In particolare mi rivolgo alle donne e a tutti coloro che pur non condividendo la mia posizione politica, hanno comunque sentito il bisogno di esprimermi stima ed affetto. Grazie davvero." (Giorgia Meloni)

Chissà se diffondendo vignette satiriche anziché occupare la sede del posto in cui lavorano, anche gli scioperanti avrebbero ottenuto la stessa quantità d'indignazione da parte della classe dirigente...

02 novembre 2009

Get Ready To Fly

E' uno dei colpi di scena degli ultimi giorni. Hulk Hogan ha firmato il suo passaggio alla TNA. Hulk Hogan non è mai stato un wrestler particolarmente abile o tecnico. Anzi, dal punto di vista atletico è sempre stato poco più che mediocre. In confronto ad altri grandi nomi del wrestling americano come Bret Hart, Shawn Michaels o l'Undertaker è sempre stato diversi gradini sotto. Ma allo stesso tempo non si può non riconoscere che appartiene a quella schiera di performer in grado di compensare con un carisma eccezionale le profonde mancanze dal punto di vista tecnico. Ma non solo, è sempre stato anche un uomo con un ottimo fiuto per gli affari: con l'abbandono della WWF per passare alla WCW, con tanto di trasformazione nel heel Hollywood Hogan con la sua adesione alla stable N.W.O., è stato in grado di sfruttare il suo personaggio portandolo a quello che probabilmente è stato l'apice della sua carriera.

Oggi, con il suo abbandono della major di proprietà dei McMahon per il passaggio alla scuderia fondata da Jeff Jarrett si segna un importante punto di svolta che se da un lato conferma la crescita progressiva della TNA, dall'altro è un'ulteriore conferma della crisi della WWE. Una crisi, questa, tanto di contenuti quanto di talenti in gioco. Le sorti della WWE continuano ad essere rette dai soliti nomi che da un numero imprecisabile di mesi continuano a ripetere stancamente lo stesso copione in varianti sempre più ridicole. Si tratta continuamente di John Cena contro Randy Orton contro Batista contro John Cena contro Randy Orton contro Batista contro John Cena e così via. A cui sia aggiunge l'incomprensibile scelta di puntare sulla Legacy di Ted Di Biase jr e Cody Rhodes (due atleti talmente mediocri che riescono ad esprimere il massimo solo quando si comportano da bulletti prepotenti, e la cui presenza negli spettacoli WWE non sembra essere spiegabile se non facendo riferimento ai nomi che portano), per valorizzare i quali la federazione ha rispolverato dall'armadio Degeneration-X (Triple H e Shawn Micheals) e che grazie alla loro incapacità (nonché di chi ha progettato fli incontri) si sono rivelati spettacoli di rara bruttezza. Certamente non mancano ottimi talenti come Kofi Kingston, John Morrison, The Miz ed altri, ma continuano ad essere tenuti rigidamente a distanza dai main event. Che ci sia una crisi di contenuti e talenti è una cosa ben chiara anche a diversi wrestler: con grande intelligenza, uno dei lottatori di maggiore talento come Chris Jericho si è tirato fuori dai main event riguardanti i maggiori titoli per far coppia con Big Show e risollevare le sorti dei titoli di coppia, completamente alla deriva da mesi. Per quanto riguarda poi gli incontri femminili, stendere un velo pietoso non è altro che un gesto di basilare civiltà.

Per quanto riguarda invece la TNA, la struttura delle storyline è ben differente. Due solide stable (la Main Event Mafia guidata da Kurt Angle e la World Elite guidata da Eric Young) si affrontano tra loro - un po' come era accaduto tra le N.W.O. ai tempi della WCW - ma oltre ai talenti in gioco, la differenza principale rispetto alla WWE è la struttura aperta dei feud. Non ci sono duelli a due o tre che si trascinano per mesi e mesi ma si assistono a frequenti cambiamenti di fronte ed alla genesi di nuove rivalità. Qualsiasi titolo e categoria viene valorizzata al massimo, sia nella divisione leggera che in quella di coppia, e soprattutto in quella femminile che, dopo l'innesto di grandi talenti come Sarita, Victoria ed Hamada, è diventata talmente importante da aver portato la federazione ad introdurre un titolo di coppia apposito. Inoltre, un singolo titolo come quello dei pesi massimi - il più prestigioso - solo negli ultimi mesi è passato quattro volte di mano attraversando diversi feud. A questo si aggiunge inoltre l'investimento che viene fatto negli atleti di "seconda fascia"; esemplare in tal senso è la crescita di Matt Morgan, sfruttato come jobber e poi liquidato dalla WWE, oggi si ritrova a partecipare a dei main event con nomi come Sting, Kurt Angle ed AJ Styles, con una gimmick decisamente più definita e con un'accresciuta abilità col microfono.

Il passaggio di Hogan alla federazione più giovane, per quanto non rappresenti certamente una notizia incoraggiante dal punto di vista dello spettacolo tecnico e del personaggio (noto egomaniaco), è comunque il segnale di una federazione che intende crescere e puntare ad arene di dimensioni sempre maggiore. E per quanto i difensori delle indie siano sempre più irritati dall'arrivo di nomi "pesanti" (riuscendo a storcere il naso perfino per l'arrivo di un atleta come Bobby Lashley), la TNA continua a mantenere il suo equilibrio tra strutture narrative tipiche del wrestling major ed incontri spettacolari più vicini a federazioni come la ROH, senza disdegnare parentesi brutalmente hardcore. Tutto sta nel vedere quanto la TNA riuscirà a gestire l'ego di Hogan e quanto possa aver voglia di rimettersi in gioco in un ruolo che si adatti a lui.